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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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domenica, ottobre 31, 2004
 

SFIDA NEGLI ABISSI

Sfrucugliando nella mia memoria storica, debbo dire che c'è una discreta percentuale di sfiga in questo inizio di stagione che ci sta minando i coglioni. In due mesi e mezzo di partite ufficiali non abbiamo mai perso e, aggiungo io, non siamo mai stati nemmeno vicini a perdere. Anche quando ci siamo trovati sotto in momenti della partita abbastanza a rischio (a Verona o in casa col Parma), non si è mai dissolta la netta sensazione di potercela fare. Facile, potrebbe dire qualcuno, avendo davanti Adriano e altra gente del suo calibro. Vero: facile. E infatti quando c'è stato da rimediare, zac, l'abbiamo fatto.

Comunque, alla sfiga assegno il 20-25 per cento delle responsabilità in questo inizio di stagione che mai mi sarei immaginato. Metti in campo insieme, o alternati, Adriano, Veron, Stankovic, Recoba, Martins, Vieri (sì, anche Vieri), eppure non vinci. Riesci a non vincere. Roba da matti. Ci dev'essere qualcosa che non va, perchè ormai nove partite di campionato costituiscono una prova. In questi due mesi Mancio e gli altri hanno tirato in ballo l'amalgama, la preparazione, i sincronismi, le nazionali, gli impegni. Però domani è novembre. Novembre.

Ieri abbiamo cambiato tutto. Invece che belli e impossibili, nel primo tempo siamo stati orribili. Zero a zero. Nel secondo tempo abbiamo segnato dopo un nanosecondo su lancio di sessanta metri (Mancio predica il gioco palla al piede). Poi abbiamo tenuto palla per 35 minuti, cercando ogni tanto un pretesto per metterla, ma senza sbattersi granchè. Si percepiva - questo mi ha ferito - che non vedevano l'ora che finisse la partita. Tutto questo contro una squadra, la Lazio, che aveva undici giocatori indisponibili e che non ha fatto quasi un cazzo per tutta la partita, un po' per forza e un po' per i propri limiti. Non vinciamo con la Lazio in assoluto da otto anni, e la Lazio a San Siro non perde da undici. Credo che, in tutto questo tempo, quella di ieri sia stata l'Inter-Lazio più semplice e abbordabile, quasi scontata, perchè c'era un divario oggettivo, perchè c'era un'insopprimibile dovere di vincere, perchè la Lazio aveva mille sfighe e perchè bisognava approfittarne, a costo di fare meno i leziosi e più gli stronzi.

Trefoloni e i guardalinee hanno fatto almeno quattro grosse cagate (una, peraltro, a nostro favore, quando Pandev se ne stava andando in contropiede), ma prendersela con l'arbitro è un esercizio che mi fa girare le palle, soprattutto se gli rinfacci una punizione da tre quarti campo, mica un rigore. La punizione non c'era? E vabbe', Mancio: ma ti rendi conto che ti sei fatto fare un gol da calcio piazzato, punizione da tre quarti campo, piazzata - ohibò - a centro area, dove svetta - ohibò - un ragazzotto argentino alla seconda partita in serie A?

E poi, puttana eva, quelle facce smarrite! Tutti con le mani nei capelli, tutti a guardarsi in giro, tutti con l'espressione angosciata, che la palla ancora rimbalzava in fondo al sacco. Il panico! Ma dove cazzo li abbiamo presi, Mancio, al brefotrofio? Dove cazzo vivono questi? Come cazzo li alleni, Mancio, cosa cazzo gli dici, che cazzo di direttive gli dai? (scusa l'eccessivo uso della parola cazzo) Quelle facce smarrite! Mancio, dimmelo: ti chiedono anche se si devo mettere la maglia della salute? Torno alla considerazione iniziale: mettiamo in campo - alternati, ma spesso insieme - gente come Adriano, Veron, Stankovic, Recoba, Martins. Tecnicamente, cosa vogliamo di più? (e non dico nulla di quel pirla di Moratti he ogni tre mesi tira inballo Ronaldo, non dico nulla perchè gli voglio bene e ci mette i soldi, perchè altrimenti sarebbe da internare)

Domani è novembre. Domenica prossima si gioca la decima giornata, che una manciata di anni fa era un terzo preciso del campionato, e se uno ci arrivava con sei o sette punti di ritardo col cazzo che rimontava. Ma anche arrivarci con l'abisso con cui ci arriviamo noi, anche arrivarci praticamente doppiati dalla Juventus (doppiati!), significa averci quasi messo una pietra sopra. L'assurdo è che siamo qui a piangere senza avere mai perso. L'anno scorso di questi tempi - avendo perso solo il derby, peraltro - arrancavamo dietro un trio che andava a velocità folle. Quest'anno il trio è diventato un duo, fatto sta che ad arrancare siamo sempre noi. Arranchiamo con in squadra uno che in 14 partite ufficiali ha fatto 14 gol, arranchiamo senza aver mai perso uno straccio di partita. E folle, ma è così.

Mi chiedo: caro Settoruccio, ti girerebbero i coglioni uguale se ieri l'Inter avesse giocato alla grande e avesse fatto comunque 1-1? Sì, uguale. Ormai il problema non è più il gioco: quello sappiamo che c'è, abbiamo avuto prove, l'abbiamo visto. Il problema è che bisogna fare punti: tre per volta, non abbiamo più alternative. Il secondo problema è che, sfiga permettendo, segniamo poco rispetto a quello che produciamo. Il terzo problema è che prendiamo troppi gol. La colpa non è di Trefoloni se su una punizione "ovvia" (così come all'Olimpico con la Roma) ti fai uccellare da un ragazzotto argentino alla seconda presenza in A: la difesa finisce tutte le partite con qualcosa sulla coscienza, e ormai sono 14 partite ufficiali. Il quarto problema sono quelle facce smarrite. Il problema numero 4 è tipico della squadre che non vincono, che si deprimono, si smarriscono, si perdono in un bicchier d'acqua. Le facce smarrite guardavano anche me al di là dello schermo, mentre intimamente li mandavo affanculo uno a uno. Se gente che ha 300 partite in serie si concede il lusso di guardarsi intorno con faccia smarrita, diobono, stiamo freschi. E' qui, Mancio, che bisogna dimostrarsi allenatori veri, con i controcazzi. Non possiamo limitarci a misurare i metri del tuo yacht per catalogarti tra i migliori così, ad minchiam.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:46 |


sabato, ottobre 30, 2004
 

AMMISSIONI

Sì, vabbe': la sfiga, Trefoloni eccetera. Il problema però è un altro: facciamo ridere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:38 |
 

SE FOSSI

Uffa, dai, questa Ue. Se fossi Berlusconi, io al posto di Buttiglione adesso ci manderei Giovanardi. Così, per dare continuità alle scelte governative, alle convinzioni personali e alle figure di merda.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:06 |
 

DAGLI AMICI CI GUARDI DIO

Arriva la Lazio, società amica, tifoseria gemellata (è il caso di parlare di cameratismo in senso stretto). Ahhhh, davvero un bel clima. Da una curva all'altra si rimpalleranno cori amorevoli e prossimi alla melassa (oltre che al nazismo, peraltro). E poi ci saranno in campo 10-15 ex, una rimpatriata. Spero che nessuno si rilassi troppo. La Lazio - begli amici - non perde a San Siro da undici anni. E non parlo del 5 maggio 2002 perchè, come dire, è implicito. E' anche implicito che ci tocca vincere. Non sopporterei un'altra settimana di chiacchiere su quanto giochiamo bene e su quanto poco siamo cinici. Come direbbe un qualsiasi giocatore a Inter.it, da oggi in poi sono tutte finali.

(nella foto, l'ultima volta che la Lazio si è dimostrata davvero amica)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:51 |


venerdì, ottobre 29, 2004
 

STARE MEGLIO E STARE PEGGIO

Siamo divertenti. Giochiamo bene, facciamo un sacco di gol, ne prendiamo altrettanti. Dividiamo punti con tutti. A Milano o in trasferta, è difficile vedere gente che se ne va col muso. Vabbe', giusto quelli del Valencia. E anche quelli dell'Atalanta, inculati in zona Cesarini. Altrimenti è sempre festa grande. Il botteghino trasuda incassi. Sky manda sempre in onda partite scoppiettanti. Con noi finora non ha vinto nessuno, ma quasi tutti hanno avuto la loro parte di bottino. Siamo una squadra che affratella. Siamo la Caritas della Lega Calcio. E poi abbiamo un cuore grande così. Non ci dimentichiamo di nessuno. Adesso cresce la nostalgia per un uomo che non ci faceva divertire, no, ma qualche partita ce l'ha fatta vincere, in effetti, e che si porterà sempre appresso il marchio della sfiga impresso a fuoco un giorno di maggio, allo stadio Olimpico in Roma. Ma come non volere bene anche a lui, uno che ci diverte da quando era in fasce e già giocava in serie A, che ha dato un volto frizzante a questa squadra abituata a intristirsi? Certo, non vincendo ci stiamo intristendo lo stesso, ma sai che schioppettate. E' un intristimento divertente. Al Festival dei Fuochi d'artificio di Montecarlo ci sono meno botti. Poi, per bocca di un presidentebuono come un pezzo di pane, affiorano periodicamente nostalgie per giocatori un po' così, nerazzurri a scadenza come il latte parzialmente scremato, molto forti e molto rappresentativi e anche molto pezzi di merda, ma il presidente - il giorno dopo Lecce, benedett'uomo - ci tiene a dire che "resta un legame molto forte, che non è mai venuto a meno". Ah, mai mai mai? Vabbe', ma non sottilizziamo, stiamo parlando del nuovo Circo Barnum, stiamo parlando di Buffalo Bill e dei suoi indiani, di uno show itinerante che sta dando respiro a tutto il mondo del calcio. Spettacolo, spettacolo. No, diciamolo: ma l'avete vista giocare la Juve? Fa ca-ga-re. Dieci punti di vantaggio? E' frutto della sovrastima di un movimento malato. Cazzo, dai, Zalayeta è quasi titolare, il panterone. Vogliamo mettere con unoche ha segnato 100 gol e anche di più, e che fa ancora la sua bella figura nonostante il peso degli anni? E' un'ingiustizia, ecco. Dieci punti indietro dopo aver messo sul piatto il miglior calcio possibile, magari un po' lasso in difesa, vabbe', ma non esiste la perfezione. La nostalgia, cazzo. Nostalgia di cosa? Oddio, se proprio potessi recuperare qualcosa dal passato, visti i chiari di luna e questa tendenza alla devolution di punti, magari un giocatore così avrebbe ancora un suo perchè, per non dire di un portiere così, che adesso magari fa il brillante in Romania (il brillante lo ha sempre fatto), e magari fa qualche televendita da scompisciarsi, però quando vedo un cross attraversare l'area mi viene in mente anche lui e sospiro. Scusate, c'è gente importante che rimpiange i cicciobombi e io non posso abbandonarmi a qualche ricordo terra-terra? E poi è così bello ricordare, snocciolare nomi davanti a una bella birra e rievocare antiche sensazioni. Chissà come parleremo, tra un anno o due, di questa stagione. Diobono, mi assale la tristezza. I get down. Essendo il 29 ottobre, e guardando le figurine Panini di questa Inter manciniana, non posso pensare che a trenta partite dalla fine sia già il momento di tirare delle croci. Invece di rievocare, io comincerei a costruire un presente decente intorno a quest'uomo perchè, diobono, cosa vogliamo di più? Di cosa cazzo abbiamo ancora bisogno? Possibile che da questi trenta giocatori non si riesca a spremere qualcosa di buono? Possibile che a questa squadra non bastino nemmeno due gol di vantaggio per chiudere una qualsiasi partita? Possibile che siamo già qui a parlare al passato di una stagione come se fosse già finita con trenta giornate di anticipo? Possibile che ci tocchi essere nostalgici al mese di ottobre, quando il campionato finisce a maggio?

(nella foto, un eccesso di nostalgia)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:01 |
 

SESSO CRUCCO

Il periodico femminile tedesco "Lisa" ha pubblicato i risultati di una ricerca secondo la quale la maggior parte delle donne tedesche considera la lettura l'attività più rilassante, mentre la maggior parte degli uomini tedeschi si rilassa con il sesso. Questa cosa mi fa pensare. Le donne tedesche, evidentemente, leggono molto in patria per rilassarsi, mentre per trombare vanno a Rimini. Gli uomini tedeschi non vedono l'ora di mandare la propria donna a Rimini per rilassarsi un po' in patria. Più inquietante è immaginare un momento di relax contemporaneo, in una normale camera da letto tedesca. Di certo gli tocca farlo con la luce accesa.

(nella foto, un uomo si sta per rilassare da solo)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:42 |


giovedì, ottobre 28, 2004
 

MENO DIECI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Appiano Gentile, Italy, poco fa)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:17 |
 

L'INTER

Cuperiani o manciniani, siamo tutti abbastanza d'accordo. Questa è una bella Inter. E' un'Inter decisamente gnocca. A volte le salteresti addosso. Cerchi di non pensarci troppo, sennò diventi cieco. E' un piacere vederla. Gran figa. Certo, ha delle amnesie. Si perde per un nonnulla. Si dimentica. Biascica. E' lì che si specchia - perchè gnocca è gnocca, niente da dire - e gli altri intanto finalizzano. E' un'Inter un po' oca, un po' vacua. Fighissima in certi grandi appuntamenti - il gran galà di Valencia - e terribilmente distratta in certi altri, tipo quando va in birreria a Lecce, va in bagno a sistemarsi la chioma e lascia gli orecchini d'oro sulla mensola. Siamo la Flavia Vento del calcio italiano, ecco.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:32 |
 

86 ANNI DI GIOIA REPRESSA

Capisco un cazzo, di baseball. E trovo tristissime quelle rare telecronache del campionato italiano, con quelle inquadrature da troppo lontano del diamante, con quelle illuminazioni un po' sommarie, quegli spalti immersi nell'ombra e quella verve molto contenuta che emanano le gare del Nettuno. Così come erano insopportabili gli sproporzionati collegamenti olimpici con le nostre nazionali di baseball e softball, un concentrato di pippe che potevano essere lasciate a casa e far posto al villaggio olimpico a gente più cazzuta e meno oriunda. Insomma, di baseball posso fare tranquillamente a meno. Ieri pomeriggio, invece, ho visto la replica della gara-3 della finalissima americana su Sky e, pur continuando a non capirci un cazzo, ha assistito a uno spettacolo poderoso, a replay fantastici, primi piani da brivido. Gli americani hanno un sacco di difetti, ma con la tv e con gli eventi ci sanno fare. Tanto che in America, a dieci giorni dal voto, si parlava di più del grande sogno dei Red Sox che della grande sfida Bush-Kerry. E ci credo.

Vabbe', la favola dei Red Sox la sapete a memoria, e lascio stare i parallelismi con una squadra di calcio a me cara i cui tempi di attesa diventano stanno diventando piuttsoto biblici. Vincere un campionato dopo 86 anni, dopo averne sfiorati un bel po', dopo tante eliminazioni a un passo dalla vetta, dev'essere stata una gioia pazzesca. Mi sarebbe piaciuto essere in mezzo a quella bolgia, pur non capendoci una fava. Avrei festeggiato anch'io. Non so cosa, ma avrei festeggiato. E magari, in uno stentato inglese, avrei raccontato al mio vicino di sedia ubriaco la storia di un triangolo rimasto in stand by, e che è diventato un blog. "What's blog, guy?" Ah, lasciamo perdere, ti puzza pure l'alito: congratulations.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:22 |
 

VOLTARE PAGINA

(e se fosse colpa di Gresko, ho pensato? Se fosse colpa di una sfiga che aleggia sottoforma di immagini e brutti ricordi? Allora ho fatto come si fa con un pizza express: ho chiamato e ho ordinato. Non una margherita, ma un header. Non ho parlato con un pizzaiolo, ma con quel genietto di Fab che, sia pure incredulo, ha preso nota delle mie richieste e le ha tradotte in immagine. Poi è suonato il campanello e il ragazzo degli header è arrivato puntuale. Mandato da don Fab, che ringrazio: è un cyber-pizzaiolo gentile e disponibile, non si scompone alle richieste del cliente e fa delle pizze buonissime. Si è lamentato solo del fatto che non sono una bella figa. Non gli posso dare torto)

E' una situazione un po' grottesca. Mi sto morattizzando. Questa squadra mi diverte e mi fa incazzare, è una squadra di artisti e di spreconi, di geni e di spostati. Le partite dell'Inter sembrano quei film in cui succedono troppe cose. E ti distrai, non tieni il conto. Non capisci se godere o preoccuparti, perchè la trama ti avvince e ti sfugge. A un certo punto chiedi all'amico vicino: pss, pss, chi ha tirato? E mentre ti giri a bisbigliare ha già tirato un altro, e il tuo amico ti fa: mavaffanculo, stai zitto, mangia i popcorn, adesso non capisco più un cazzo nemmeno io. Cannonate, passaggi al bacio, azioni da favola. Qualche pallone che entra, altri che come traccianti si spengono sui cartelloni della pubblicità e sembrano volerli svellere, o finiscono sul primo o secondo anello, per la gioia di chi potrà dire "uè, ho toccato il pallone dell'Inter diobono". E' una squadra che non sa nè vincere nè perdere, così presa dal proprio stesso gioco, una squadra narcisa e farfallona, una squadra di gagà, una squadra a tratti un po' culattona (detto con un'intonazione a metà tra Tremaglia e Pozzetto). Una squadra che non sa nè vincere nè perdere, ribadisco. 13 partite ufficiali e zero sconfitte. E qui ci siamo, Mancio. 13 partite ufficiali e 6 vittorie, e qui ci siamo già un po' meno. 13 partite ufficiali e 7 pareggi, un'enormità, un assurdo, una beffa per una squadra che sembra fatta apposta per pareggiare poco o niente, una squadra bella e rischiosa, una squadra da o la va o la spacca, non una squadra da un punto a partita tipo il Perugia di Castagner. In campionato sono due vittorie in otto partite: a Milano ci sono stati esoneri per molto meno. Non è il caso di Mancini, che avrà tutta la fiducia di cui ha bisogno. Non è il caso di questa Inter, che è fortissima non solo sulla carta. E' fortissima anche sull'erba. Ti riempie gli occhi, ti convince, ti istiga i più turpi pensieri triangolari. E non vince.

Mi ero illuso: due gol subiti nelle ultime tre partite, mi ero detto, stai a vedere che è cambiato qualcosa. E invece no. Un po' per sfiga, un po' per colpa e un po' per dolo mi è toccato rivedere il triste spettacolo di una doppia rimonta, in un match che al 50mo dovevamo vincere 7-2, e invece - ohibò - eravamo sul 2-1. Risultato che ormai diventa una specie di cambiale in bianco firmata agli altri, una sorta di invito implicito al pareggio, perchè più o meno ci sono riusciti tutti a farcene due e portare a casa la pelle. Se domani la Juve vince avrà dieci punti più di noi in sole otto partite, e chissà se Mancini di fronte a questa Fossa delle Marianne riuscirà a convincere tutti che è l'ora di vincere. Siccome sono morattizzato, mi arrovello e un po' mi danno anche al pensiero di un sortilegio che ci fa sbagliare due-tre gol fatti ogni partita (càpita anche agli Imperatori), che fa segnare agli altri gol non ordinari (tipo il primo di Bojinov), che non fa vedere agli arbitri fuorigioco come quello fischiato stasera ad Adriano che ancora grida vendetta. Se scade il sortilegio, li pialliamo tutti. E se non scade? No, perchè se non scade, e magari perdiamo una partita su autogol al novantesimo, ci manca pure che cadiamo anche in depressione. Chissà cosa potrebbe succedere se si rompessero gli specchi davanti ai nostri Narcisi, se scoprissero di avere zampe di gallina e brufoli sottocutanei, e di essere così terribilmente vulnerabili.

Forse la chiave è proprio qui. Diventare più cattivi a costo di essere un po' più bruttini. Oppure incattivirsi nel momento di maggiore beltà, e abituarsi a infilare i palloni invece di crogiolarsi nell'estetica, e battezzare qualche stinco, e digrignare i denti, e puntare i gomiti. Dopo sette gol sbagliati e tanto bel vedere, assistere al solito gol subìto palla al piede fino a quattro metri dalla porta a me, lo confesso, fa cadere i coglioni. Se mi accontentassi della bellezza mi abbonerei a Penthouse, mica a Inter Channel.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:07 |


mercoledì, ottobre 27, 2004
 

FISIOTERAPIA

Apprendo con vivo sconcerto che Maria Sharapova - la tennista di cui attendo il raggiungimento della maggiore età per potere dire esattamente cosa penso di lei - ha disgraziatamente perso domenica la finale del torneo di Zurigo contro Alicia Molik (una ragazzona senza arte nè parte) a causa di problemi ai pettorali. Ma scusa, Maria, non me lo potevi dire prima?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:04 |
 

FACCIAMOLO SMETTERE

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:56 |


martedì, ottobre 26, 2004
 

(tu chiamale, se vuoi)

RESCISSIONI

Tre milioni e mezzo di euro l'anno per abitare in riva al lago di Como e non rompere i coglioni. Era, diciamolo, un buon contratto. Se sei vittima di mobbing ma la tua azienda continua a versarti cinquemila euro al giorno sul conto corrente, insomma, ti devi rassegnare: nessun giudice del lavoro si sarebbe incaponito a far condannare l'Inter Fc e a rendere giustizia al dipendente Hector Cuper. Qualche settimana fa un articolone sulla Gazza dipingeva Cuper come una sorta di macchietta, però dignitosa. Un ex sergente di acciaio inox costretto a occupare il suo tempo giocando a tennis e andando a lezioni di sassofono, oltre che guardando le partite in tv e comprando case. Me lo sono sempre immaginato nel suo appartamento da 300 metri quadri assorto a contemplare un calendario con un'unica data, quella del 5 maggio, e a cercare di farsene una ragione. Un tango in sottofondo, e fuori il paesaggio maestoso e triste come solo i laghi sanno essere. Nella cassetta delle lettere, una pila di estratti conto che apriva solo ogni tanto. Cuper ha rescisso oggi il contratto con l'Inter tornando ad essere un uomo libero. Tornerà in Spagna, nella sua Maiorca, che casualmente ha appena cacciato l'allenatore. Gli ho voluto bene, a Hector. Guadagnerà un po' meno, credo, ma sarà più felice. Abitare davanti a un lago e suonare il sassofono avrebbe portato al suicidio lui, i familiari e i vicini di casa. E chissà che storie avrebbero tirato fuori, i giornalisti, prima di trovare due righe scritte sul retro di uno spartito.

Bettarini è uno dei misteri del ventunesimo secolo. Un mistero che un fighetto così giochi a calcio. Un mistero che giochi in serie A da un sacco di tempo. Un mistero che sia arrivato a vestire la maglia della Nazionale. Un giocatore poco tecnico ma molto mediatico, tipo il Real Madrid. Uno che gioca soprattutto perchè è bello, perchè tromba, perchè si fidanza con la Ventura, anzi la sposa, anzi ci fa due figli. Un mistero che uno con quella faccia e quel paio di pettorali da bronzo di Riace incarni l'ideale del marito perfetto e della famiglia felice, perchè sembra l'icona dell'esatto contrario, troppo bello e troppo leccato per essere uno normale. Un giocatore da sfilata, da cocktail, da festa al Billionaire. E per questo molto più giocatore di altri, magari più bravi. Uno che nel Cervia vincerebbe a mani basse, tanto è figo e simpatico. Uno che invece ha saputo sopravvivere, e bene, al massimo livello, altro che Cervia. Un mistero anche come si sia buttato via, un caso di ingordigia che non ha pari. Uno che è così bello, che è così fortunato, che ha una moglie così famosa e così ricca - ecco, uno così - improvvisamente si trova sui giornali perchè accusato di scommettere sulle partite che gioca. Non solo: il suo avvocato lo dipinge come un minus habens che si esprime con gli sms. "Ha mandato 200 sms a quel tale? E' normale, lui si esprime così". Normale, certo. Un mistero anche essere normale ed esprimersi così, avendo soldi, bellezza e un fior di moglie. Tic tic tic tic, e via il centesimo sms della mattinata. Uno così, come Bettarini, bello e famoso e ricco e fortunato, avrebbe anche dovuto conoscere il limite e, arrivandoci, imparare a starsene schiscio, come si dice in Padania. Anche la Ventura si sarà resa conto di alimentare il mistero. Figuriamoci: lei, manager di se stessa, donna di successo, che forse si era presa Bettarini un po' per amore e un po' per sfizio, stesse modalità con cui Vieri si compra un Cayenne. A Vieri il Cayenne l'ha portato via un falso posteggiatore. La Ventura il suo Cayenne l'ha riportato al concessionario, in conto vendita.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:32 |
 

TIROLO NUDO E CRUDO

(questa frase la scrivo perchè ho voglia di usare le parole "leccio" e "faggio")

Il Tirolo d'autunno è splendido. Nel verde cupo delle pinete spuntano qua e là i colori accesi dei lecci e dei faggi. Le piste ciclabili sono fantastiche. Giri intorno al lago oppure prendi e vai nei boschi, su un tappeto di foglie rosse e gialle. Il manubrio della mountain-bike - smanetti, scali o afferri le corna di bue - ti gasa parecchio. L'aria è pura, la temperatura accettabile e il terreno in buone condizioni.

(bene. Nelle frasi successive posso parlare anche di figa, liberamente)

A volte certe situazioni si avverano, e quando si avverano non le apprezzi. Fa parte della natura umana, credo, corrotta dal comsumismo. Voglio dire, a chi - uomo, ovviamente - non è mai capitato di fantasticare durante una grigia giornata in ufficio: "Ma perchè sono qui e non in una baita con tre donne nude che mi fanno oggetto dei loro turpi pensieri?" Ecco, ci pensavo un paio di giorni fa quando, nudo come un verme, ero nella sauna con tre donne parimenti nude davanti. Età media, sui 55. Io ero lì abbastanza imbarazzato, debbo dire, con il mio pisellino allo stato brado, e avevo un bel daffare a guardare in giro. La sauna era bella grande, ma non è mica una suite. Ogni tanto dovevo guardare davanti, e fare un sorrisino di cortesia alle tre carampane che mi sorridevano di rimando. Il mio corpo eburneo non sembrava interessarle granchè. E io con teutonica noscialànsen cercavo di non fissare il festival delle loro tette gravitazionali, la cui forma mi ricordava quei canaloni dove certi fenomeni vanno a fare il fuoripista e poi muoiono travolti da tonnellate di neve fresca. Ho avuto un attimo di fremito quando una delle walchirie, che sfoderava sulla testa una permanente statuaria e in mezzo al petto due tettone da battaglia, si è alzata ed è venuta verso di me. Diobono, ho pensato, che cazzo vuole questa? Vorrà premere il suo corpaccione contro il mio, sperando di provocami un'erezione indotta e farsi penetrare dal mio italico pennone? In realtà la tedescona si è fermata un po' prima, ha preso un mestolo d'acqua e sciafff, l'ha versato sui tizzoni ardenti

(credo che tecnicamente non sia corretto, ma dopo "leccio" e faggio" la tentazione di usare anche "tizzone" era troppo forte)

provocando un innalzamento della già insopportabile temperatura interna. A un certo punto mi sono rotto i coglioni di stare seduto su un salviettone in una casetta di legno. 88 gradi mi sono sembrati troppi per un italiano in libera uscita. Ho rintracciato i lembi del salviettone e me lo sono legato alla vita, evitando di sfilare davanti alle walchirie con il pisellino ad altezza volto. Sono uscito e nell'atrio della sauna era un fiorire di tette, culi e piselli. Massì, giriamo tutti nudi. Che bello sentirsi così nordico in mezzo a questi nordici. Che bello sventolare le proprie pudende nell'indifferenza generale. Il bello è che poi li ritrovi in sala da pranzo, 'sti tedesconi e 'ste tedescone, davanti al buffet degli antipasti, e hanno tutti il dolcevita.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:14 |


venerdì, ottobre 22, 2004
 

AUTOPALPAZIONE

A questo punto posso dirlo. A chi deve scommettere alla Snai o a chi vuole semplicemente pianificare un campionato sereno. C'è una relazione tra certe mie assenze e le prestazioni dell'Inter? Sarà. Mi adeguo e gioco un carico pesente. Due giorni dopo Valencia, e due giorni prima del Milan: sparisco. Vado in Austria e torno lunedì. No, non vedrò il derby. Forse non ne saprò nulla. Notizie non ne chiederò. Voglio soffrire in silenzio, nel silenzio. Vivrò nel dubbio fino al primo autogrill dopo il Brennero, sulla strada del ritorno, quando cerchèrò una Gazza, financo un Tuttosport, e mi metterò di fronte al fatto compiuto. Quando il gioco si fa duro, Settore prende e se ne va. Forza Inter, alè Adriano. Abbasso il Milan. Viva l'Italia.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:37 |
 

SOLDATINI

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:32 |


giovedì, ottobre 21, 2004
 

QUESITI SULLE DONNE

(de importantia ficarum)

In Inghilterra trombare e farsi i cazzi propri sono due cose inconciliabili. Quindi si tromba e si divulga. Negli ultimi mesi abbiamo scoperto che Bechkam è un incallito maiale (Rebecca poi lo ha rimpiazzato a dovere), che Erikkson sembra un ragioniere di Banca Intesa e invece gli tira alla grande, che Rooney ha appena smesso il pannolino e va con le troie. Niente in confronto a quello che sta capitando ad Adrian Mutu. Lo hanno trovato positivo alla cocaina e lui, con onestà e disperazione insieme, ha detto che è vero, ha evitato le solite manfrine, non si è nemmeno appellato alle controanalisi ma ha chiesto di essere ammesso a una cura psicoterapica. Cosa ti può capitare ancora, insomma, oltre ad avere ammesso di essere un drogato e avere perso il posto di lavoro? Ti può capitare che al solito "Sun" bussi l'amante di turno e racconti tutto. A differenza delle varie Rebecche, questa è una professionista. Si chiama Laura Andreasan ed è una pornostar rumena. Questa la sua dichiarazione: "Vengo dalla Transilvania, ma Adrian mi ha sorpreso succhiandomi il sangue da un taglio nella mano che mi ero fatta in cucina". Fantastico. Mi immagino Mutu che le succhia il taglio e poi prosegue imperterrito alla ricerca di altre fessure più naturali, e lei, Laura, che intanto prende appunti e cerca su Google l'indirizzo del "Sun". Non paga, Laura dà un giudizio sulla prestazione: "Sono delusa, a letto è come un ragazzino inessperto". Mutu dovrà lasciare presto Londra: passi che gli diano dello sniffatore, ma del mezzo finocchio no, eh?

Vabbe', ormai si sa. In Spagna giocano un torneo di tennis delle Master Series (stessa categoria degli Internazionali di Roma) e lo sponsor, Hugo Boss, stilista, chiede agli organizzatori di vestire i raccattapalle. E già che c'era, di sostituire i classici bambinetti di prima media con uno stuolo di pezzi di figa tra i 19 e i 27 anni, in maglietta con profondo scollo a V e gonnellone old style con spacco laterale. Apriti cielo, si è addirittura mosso il ministro delle Pari opportunità, parlando di "uso discriminatorio" delle donna. Ma diobono, dov'è il problema? Il fatto di essere dei pezzi di figa, oggi, è tutt'altro che discriminatorio. Sono discriminate le ragazze meno belle? Bah, se ne faranno una ragione. Voglio dire: va bene tutto - le veline, le letterine, il Grande fratello, la scossa, la mossa eccetera - e non va bene che una ventina di modelle raccattino palle durante il torneo di Madrid? Sono contenti tutti: il pubblico, i giocatori, gli organizzatori. Anche le venti fighe, immagino. E non va bene?

Per me il problema è uno solo:

E' lo sguardo di Albert Costa, il problema. A lungo andare potrebbero verificarsi pericoli per l'ordine pubblico e il buon costume, oltre che agonistici. Cosa starà pensando Albert Costa? Qualcosa del tipo "ma perchè sono qui che gioco questa fottutissima partita, invece che in un luogo morbido e appartato in cui farmi raccattare le palle da questa gnocca totale?" Sì, il problema è sulla certezza del risultato. Se uno va alla Snai, deve informarsi anche su chi raccatta le palle. E Costa come avrà dominato le sue zone erogene? Devo informarmi sul risultato finale della sua partita. Era evidentemente distratto. Ogni volta che la raccattapalle figa si chinava, lui perdeva tre punti Atp.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:00 |
 

I VOTI DI UN UOMO FELICE

(GAY PAGEL)

FONTANA: 10 - Incolpevole sul golazzo di Aimar, in compenso sfodera due parate strepitose. Ha una faccia allegra e un fisico un po' da sfigato, che compensa con quella pettinatura da spogliarellista romagnolo. Così uomo e così bambino.

CORDOBA: 10 - Fonde con gagliardia il suo viso andino con un corpo da moderno Tiramolla. Ideale per amplessi di lunga durata, intanto scardina avversari con precisa volontà. Macho.

BURDISSO: 10 - Ignoro perchè non sia rientrato nel secondo tempo, so solo che ho rimpianto il suo sguardo fiero e il suo capello fluente, che ogni giorno che passa mi ricorda sempre di più Nazareno Canuti.

MATERAZZI: 10 - Un gladiatore. E poi tutti quei tatuaggi. Eccitante. Ormai è pronto per un peep-show: lui nel ring con Cirillo e noi fuori a guardarlo, con giù i pantaloni.

FAVALLI: 10 - Spero mi perdoni questo bell'uomo dal fascino inossidabile. Pensavo che 848 partite con la Lazio l'avessero bollito. Il suo pizzetto a Mykonos diventerebbe un must.

VERON: 10 - Mi sorprendo a fantasticare come sarebbe con i capelli. Quando caracolla con quei calzettoni così negligentemente lasciati andare giù, giuro, ho un fremito.

CAMBIASSO: 10 - Da quando fa il vertice basso del rombo, penso a triangoli rettangoli in cui c'è sempre un posto dove mettersi a 90°.

STANKOVIC: 10 - Segna di testa, corre di gamba, passa di piede. Una di quelle serate che ti farebbe venir voglia di scappare con lui su un gommone, verso Punta Chiappa.

EMRE: 10 - A volte ti dimentichi che nella rosa c'è anche lui. Sembra un fanciullo di 14 anni con le gambe di Ben Johnson, però sbiadite. E' turco, come il bagno turco, non so se mi spiego.

VIERI: 10 - Segna un gol sbagliando, quindi è di nuovo lui. Chissà cosa ci trovano le veline in questo pezzo d'uomo. Mi piacerebbe proprio saperlo. Ha un non so che di rude, e probabilmente una grossa nerchia.

ADRIANO: 10, 11, 12, fate voi. Un giuocatore da favola. Un uomo immenso. Un ragazzo da sposare, così generoso e con quei pettorali che si ritrova. Gli leccherei tutta la gamba sinistra, se questo non creasse scandalo nella blogosfera.

VAN DER MEYDE: 10 - Entra, si propone e la mette. Tutto in 10 secondi. Peccato per questa eiaculatio precox, perchè è un biondino un po' slavato che può piacere.

J. ZANETTI: 10 - Una serata felice anche per lui, che sembrava così depresso. Scende sulla fascia che sembra Klammer. E poi che belle quelle basette.

CRUZ: 10 - Ha davanti Adriano Vieri Recoba e Martins, e nessuno di dietro. Una condizione davvero frustrante. Per questo mi è piaciuto tanto vederlo correre e sorridere sul prato, come a un Jardinero si conviene.

MANCINI : 10 - Azzecca la formazione, azzecca i cambi, azzecca anche la cravatta e la pettinatura. Tipica condizione estatica di chi ha appena avuto un rapporto sessuale soddisfacente.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:10 |


mercoledì, ottobre 20, 2004
 

MI SENTO

COME UN MAIALE

A CASA

DI REBECCA LOOS

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:46 |
 

IL SUPERGIOVANE

"Ho scelto Diaco perchè è giovane e di sinistra". Così disse Emilio Fede il giorno dopo aver offerto la vicedirezione del suo Tg4 a Pierluigi Diaco. Lo invidio, Diaco. Lavora per RadioRai e Radio 24, conduce su Sky e compare dovunque lo chiamino. E lo chiamano in tanti, accidenti. Adesso gli offrono la vicedirezione di un tg nazionale in virtù delle sue virtù: è giovane e di sinistra. Non so se sia di sinistra, francamente. Mi sembra - anche questa - una mistificazione di Fede, che si fa bello dell'assunzione di uno di sinistra nel suo tg berlusconiano, berlusconista e berlusconico. Ma quale sinistra. Diaco non è nè di destra nè di sinistra, e nemmeno terzista. Diaco è giovane, punto. Diaco è Il Giovane e lo rimarrà almeno fino all'incanutimento delle tempie. O forse anche oltre. Resterà Diaco il Giovane come Tarquinio il Superbo, eternamente giovane come certe star del rock che giovani lo rimangono molto a lungo, almeno nell'immaginario collettivo, fino a quando ci si stupisce e si sospira al compimento del cinquantesimo anno e leggendo la notizia al bar si dice: "Minchia, 50 anni. Si tingerà i capelli".

Risolto il problema dell'essere di sinistra - che lo sia o no, è ininfluente -, andrebbe affrontato il problema della gioventù di Diaco. Diaco fa il giovane dappertutto e sotto molti padroni. E' un giovane trasversale, che deve andare bene alla Rai come alla Confindustria, a Murdoch come a Berlusconi. Che giovane è, perdinci? A parte l'aria impertinente e la parlantina sciolta e il vestiario sommesso ma trendy, che razza di giovane è? Si può essere lo stesso giovane parlando da quattro microfoni diversi, senza sommare i microfoni delle sue prezzemolate in giro per canali e frequenze? Se Diaco è Il Giovane, vuol dire che in Italia c'è uno stereotipo di giovane che assomiglia a Diaco, o che ama farsi rappresentare da Diaco, o che comunque si rassegna a rivedersi nel Diaco che impazza ovunque in qualità di giovane?

La questione Diaco è veramente complicata. E' chiaro che parlo per invidia, perchè: 1) sono meno giovane; 2) ho meno proposte di lavoro; 3) ho meno parlantina; 4) ho meno figa di Diaco. Però sono preoccupato per questo strapotere. L'Italia è piena di giovani, ma per i media esiste solo Diaco. Non è solo un problema di sovraesposizione, banalizzazione, pigrizia, superficialità. Nei talk show girano gli stessi quaranta ospiti, e uno è Diaco, e vabbe'. Ma tutto il resto, diobono. Non è possibile che ci sia solo un giovane, Il Giovane. Io chiamerei l'Antitrust, guarda.

(nella foto, al centro: due rughe d'espressione)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:48 |
 

ULTIMA SPIAGGIA

Al Grande Fratello, appassionante come una partita del campionato scozzese, sono arrivati allo scherzo dell'estintore, una classico di ogni stagione: quando non sanno più quale cazzata combinare, uno prende l'estintore e lo scarica addosso a un compagno, tra l'ilarità generale. Io, nel mentre, giravo e rigiravo il cedolino dell'abbonamento a Sky, valutandone l'esosità. Poi ho ripensato ai monologhi di Ascanio e, commosso, sono andato a dormire.

L'Isola dei Famosi, invece, è di un altro livello. L'essere abbarbicati alla propria "famosità", costretti su una spiaggetta a stretto contatto con altri "famosi" altrettanto abbarbicati all'ultima speme di salvezza, sta tirando fuori il meglio e il peggio da ognuno dei finti naufraghi. Le donne si menano poi fanno pace, gli uomini vivacchiano intimoriti da queste fighe fuori e virago dentro. Le donne si scuoiano fino alle nomination, mentre gli uomini rimasti cercano di non farsi notare. Kabir Bedi, un'icona, viene defininito "uno che dorme e spacca in due le noci di cocco, e basta": e Salgari si rivolta nella tomba. E che dire di Totò Schillaci. Sembra un soprammobile, una pedina del Subbuteo. Fino a che si gioca la carta della sua "famosità" ad uso e consumo di tutta la truppa: "Un mio pallone autografato in cambio di dieci ami con relative esche". La Produzione, incredula. accettò.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:50 |


martedì, ottobre 19, 2004
 

ASSURGERE (ALLA CAZZO)

AL RUOLO DI BLOGSTAR

Mezzo mondo sta cercando informazioni su Brigitta Bulgari e, non pago di quelle ricevute su portali più o meno lussuosi, clicca il blog di Settoruccio. Tra poco taglierò il traguardo dei mille ingressi giornalieri e Shiny Stat si arrenderà (il servizio gratuito si ferma alle mille visite/giorno, poi incrocia le braccia come uno scritturale frustrato). Oggi mi sento anch'io tra i vip: come il Confuso, il Neri, il Sofri, la Selvaggia. Quintalate di ingressi senza aver scritto una sega (questa poi è bella, del resto le blogstar vivono di rendita, mica sono bulimiche come me). A pensarci bene, però, un merito culturale mi va ascritto. Sono uno dei pochi, e probabilmente l'unico, ad avere pubblicato un saggio breve su Brigitta Bulgari e l'operazione-scandalo di Riccardone Schicchi. Sono l'esegeta della tetta finta e dell'invasione di campo. Sono il cantore del sesso depilato e della pista di atletica violata. Sono l'erede degli aedi e dei rapsodi, ma non narro e canto di cavalieri e d'amore, ma di pallone e di gnocca. Sono passate le sei e mancano sei ore alla fine del mio primo (e ultimo) giorno da blogstar di massa. Non farò in tempo neanche a ideare uno straccio di gadget. Almeno voi, per favore, pulitevi i piedi e fate silenzio quando entrate: sto contando gli ingressi. Quanto alla leggera erezione, niente, non fateci caso: è l'ebbrezza della notorietà.

(nella foto: un collega)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:27 |
 

SEGNI PARTICOLARI

Sono letteralmente basito. Secondo il servizio Shiny Stat fino a questo momento - e sono da poco passate le undici - ci sono stati un centinaio, forse due, di ingressi in questo blog (consacrato all'interismo moderno, al cazzeggio e tamquam alla figa in generale) motivati dalla ricerca di informazioni su Brigitta Bulgari. Oggi batterò il record mondiale stagionale personale di ingressi e di visite e di pagine viste, insomma, di tutto, grazie a questa disgraziata mandata da Schicchi a invadere il campo durante Piacenza-Catanzaro (raccontata così, una delle più strepitose imprese non-sense mai accadute in Emilia-Romagna). E io che faccio tanto il figo, lo snob, il colto (pur essendo inclita) e l'anticonformista, sto vivendo - proprio in questo momento - una giornata di estrema e immeritata popolarità grazie a Brigitta Bulgari e a Riccardo Schicchi. Sono una pornostar con la licenza ginnasiale, proprio come Moana.

A questo punto, per pura cortesia, devo aggiungere qualche particolare al post di ieri, cosicchè tutta 'sta gente che apre il blogghetto di Settore per stare al passo con i tempi, e avere cioè informazioni sulla vita e le opere di Brigitta Bulgari, non resti delusa. Brigitta ha vent'anni, è bulgara (ah, Bulgari... genialata), vero nome Brigitta Kocis, e Schicchi (bestemmiando) la vede come nuova Moana. Segni particolari: ha un piecing sul sesso rasato. Mi spiace, Brigitta, non potremo mai trombare io e te. Io ho le borchie sul sesso eccitato. Si creerebbe un campo magnetico e un tale rumore di ferraglie che svanirebbe tutta la poesia del momento.

(nella foto, il mio manager)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:31 |
 

TRASGREDIRE (TZE')

Quelli del Grande Fratello non sanno più cosa inventarsi. A cadenza regolare, per cercare di dare una mossa a un cast divertente come una partita della Bundesliga, mandano alcol nella Casa sperando che succeda qualcosa. Ma sbagliano le dosi, perchè calcolando che sono in undici e tre sono già andati a dormire (marito moglie e Toni, ovvero i tre nominati, che sono molto offesi con gli altri), dare 44 bottiglie di birra agli otto residui costituisce una specie di istigazione a delinquere, una circonvenzione di incapace e una lesione dei diritti umani. Si sono ubriacati, si parla di baci promiscui (baci, non si tromba) e di risse all'alba, anche se come al solito le cose più interessanti le oscurano e bisogna fidarsi dei comunicati del giorno dopo. Il più simpatico è sempre Guido, che in preda a una ciucca ciclopica si ribella alla logica del Grande Fratello e spacca mezza casa. potendo vantare, tra l'altro, un'impresa alla Mino Damato: ha preso in mano i carboni ardenti della sauna e li ha buttati della piscina. Una prece.

Una spirale di violenza, del resto, sta interessando tutti i reality. All'Isola dei Famosi è in corso uno psicodramma trasversale che meriterebbe più attenzione. Le donne - starlette attuali o passate, vere o presunte, mediamente frustrate - passano la giornata a dirsene di tutti i colori, dandosi delle fallite, evidenziando pancette e celluliti varie, valutando lo scempio della forza di gravità sulle altrui tette e sugli altrui culi. Ieri sono venute alle mani, con schiaffi e strappate di capelli. Antonella Elia, non so perchè, ma me la farei. Lo spettacolo è straordinario. Gli uomini sono semplici comparse, a parte Dj Francesco che ha trovato nuove ragioni di vita e soprattutto un figone da trombare. Totò Schillaci, con il suo toupè attaccato col Bostik, costruisce zattere e cuoce granchi. Sandokan sembra un totem. Giuro, avessi più tempo guarderei l'Isola. Ma non ne ho, peccato.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:07 |


lunedì, ottobre 18, 2004
 

TOLDO ESCE (DI SQUADRA)

L'elemento di grande novità della partita di domenica non è l'immensità di Adriano e nemmeno il ritorno al gol di Vieri, evento che prima o poi si sarebbe verificato non fosse altro perchè il personaggio in questione 1) è un attaccante che ha una certa consuetudine alla conclusione a rete e 2) è attualmente schierato dall'allenatore in zona d'attacco per cui 3) le probabilità di incocciare in qualche pallone utile e di spedirlo dentro sono sempre rimaste elevate. No, l'elemento di grande novità è l'esclusione di Toldo. Il portierone si è affrettato a far buon viso a cattivo giuoco e oggi ha parlato per interposto procuratore. Tattica non apprezzabile, perchè il procuratore ha parlato da procuratore, e quindi in maniera abbastanza scomposta. "Francesco non vuole fare polemica", ha detto questo signor D'Amico. A questa simpatica dichiarazione d'intenti sono seguite trenta righe mooooolto polemiche, invece. "Abbiamo rivisto i gol subiti e non abbiamo ravvisato colpe specifiche". Come dire: Francesco ha detto che non c'entra un cazzo con i gol e che è tutta colpa dei compagni che sono delle pippe. Per continuare con "Toldo sta attraversando un periodo di forma fisica e mentale eccellente": come dire, perchè cazzo è stato giubilato a tradimento? E per finire - questo D'Amico - con una frasetta che sarà molto piaciuta a Mancini e alla società, oltre che a Jimmy Fontana: "Se c'era un momento per decidere l'avvicendamento, è stato scelto quello più sbagliato". Già, perchè nei prossimi dieci giorni si gioca il derby con il Milan e la partita più difficile di Ciempions a Valencia.

E se invece fosse quello giusto? Toldo, savasandìr, non gode più della fiducia di Mancini, della società (tra l'altro è detentore di un contratto-suicida da 4 milioni di eruto l'anno), dei compagni (temo che le dichiarazioni non rasserenino l'ambiente) e dei tifosi, soprattutto, che si palpano vigorosamente i coglioni ad ogni cross e rischiano l'orchite cronica, considerando che quest'anno ci sono anche 4 partite in più. Toldo, checchè ne dica lui, sarà anche in forma ma non è per niente sereno. E' un gran portiere quando sta in porta, mentre quando esce è un pericolo pubblico. E infatti, sapendolo, sta in porta anche contro ogni evidenza di gioco e di necessità, provocando guai del tutto analoghi a quando esce. E' un portiere che si esalta nella sua trincea (dal bunker di Valencia ai rigori contro l'Olanda, avrà comunque un posto nella storia) ma si deprime nei pericoli della routine. Avrebbe bisogno di sentire intorno a sè una fiducia esagerata, ecumenica, totale, ma ormai credo sia impossibile che tutti - allenatore, compagni, società, tifosi - gliela possano elargire all'unisono.

Avrebbe bisogno di cambiare squadra, ecco. L'Inter si sta già muovendo, è evidente. L'acquisto di Carini è da inquadrare in una tattica di avvicendamento dell'attuale portiere titolare: Mancini ha qualche mese per decidere se 'sto Carini è un fenomeno oppure per individuare il prossimo portiere dell'Inter (Frey? De Sanctis? Abbondanzieri? nonsononricordo?) usando Carini (che è pur sempre un nazionale uruguagio) come pedina di scambio. E visti i tempi del panchinamento toldiano, non è escluso che questa grande manovra venga anticipata a gennaio, se si trova qualche squadra consenziente.

Mancini, intanto, ha avuto il coraggio di mettere Toldo in panchina, un coraggio che non ebbe Zac lo scorso anno schierandolo in condizioni da delirio. Mancini il turn over - tranne Adriano, e vabbè, mica è scemo - lo sta praticando senza guardare troppo ai gradi e ai galloni: anche il capitano Zanetti si è già seduto qualche volta in panca, altro intoccabile un po' intristito, un po' vittima dei suoi difetti - il portar palla, soprattutto - e un po' stanco dopo tanto tirar la carretta. Ma mettere in campo il 37enne Jimmy Fontana è qualcosa in più di un semplice turn over, obviously. Il ruolo del portiere è normalmente esentato dal turn over ordinario: i titolari cedono il posto solo per squalifica, infortunio o Coppa Italia. Oppure sistematicamente (esempio: lui è il titolare, ma la Coppa Uefa la fa l'altro). Quando l'allenatore ti dice la mattina della partita "Scusa, France', oggi gioca Jimmy" è perchè ti ha sfilato i guanti. Jimmy non ha la forza, il talento e la consuetudine per reggere più di qualche breve ciclo di partite. Però il procuratore di Toldo starà già cercando su Google "squadre in cerca di portiere", se non è stupido.

(nella foto: armonia in casa Inter)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:37 |
 

IL DECLINO DELLA FIGA

Si è visto subito che non era una di quelle simpatiche e spesso corpulente streakers che ogni tanto corrono nude sui prati di Wimbledon o di Ascot e mostrano tette culo e triangolino agli spettatori allupati. E nemmeno una di quelle idealiste che si denudano per una qualche causa strampalata, tipo quel coglione che attraversa la pista durante i gran premi o che ferma maratoneti lanciati verso l’Olimpo per fare pubblicità alla Bibbia. L’invasione di campo di Brigitta Bulgari (cognome fasullo come le tette) era puro marketing, una specie di televendita, una piccola tratta della bianca per venderne la patonza. Riccardo Schicchi – che una volta faceva sventolare le spettacolose vagine di Cicciolina e Moana, e più recentemente ha fatto annusare al popolo la gnocca di quella gnocca di sua moglie Eva Henger – ha deciso che questa povera Brigitta (che vanta il titolo di Miss Penthouse 2004, sticazzi) è la pornostar del momento e forse anche del futuro. Un consiglio per l’acquisto, una televendita di carne da macello. L’elezione di Brigittona a pornostar, un’elezione in cui Schicchi è l’unico giurato e Brigitta l’unica autocandidata. Una specie di sega mediatica, una masturbazione reciproca, un petting eccessivo tra due personaggi da cui non comprerei un’auto usata e nemmeno mi farei circuire il pisello. Insomma, una cagata, diciamolo. Anche perché, caro Schicchi, il tuo spottone è stato tristissimo, forse un segno dei tempi e un invito al tuo pensionamento in una casa di riposo per vecchi pornomani. Insomma, Schicchi, con Moana facevi numeri clamorosi. Con Cicciolina ti saresti inventato chissà cosa: chessò, un pitone in vulva nel cerchio di centrocampo durante Lazio-Roma. Questa Brigitta, diobono, l’hai mandata a invadere la pista durante Piacenza-Catanzaro. Piacenza-Catanzaro! E’ come se io mi mettessi a limonare nei distinti durante Sora-Vis Pesaro e pretendessi di diventare il nuovo Siffredi. Scommetto che rideresti anche tu, Riccardone mio.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:32 |


domenica, ottobre 17, 2004
 

I GRANDI SUCCESSI

E' stato il giorno dei Giganti.

Questo ha messo giù il piede dall'aereo e ha fatto due gol meravigliosi. Non gli perdonerò mai di non avermi aspettato. Mi stavo ingozzando di tiramisù tra vecchie zie e cugini senza squadra, proprio nel momento in cui lui arava il campo di San Siro, lo rizzollava di magie e di traccianti, e il nobile catino fremeva di polluzioni multiple. Ti voglio bene, Imperatore.

Quest'altro ha riscritto la Storia con un Mondiale in sella a una moto che lo scorso anno faceva cagare (un podio - terzo posto - su 17 Gp) e comunque non vinceva da una vita. E siccome non fremo nè per lui nè per il motociclismo, credo di essere nelle condizioni oggettive di dire che è uno dei più grandi di sempre, e non solo parlando di motori.

Ora sostituisco la Citrosodina con il Niagara e tento di digerire.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:02 |


sabato, ottobre 16, 2004
 

CONSIGLI PER LA SNAI

Inter-Udinese. L'anno scorso c'ero, inutilmente speranzoso. In panchina c'era Zac, poverino, con trenta-quaranta assenze per infortunio o squalifica e la squadra in irreversibile caduta libera. Toldo era in pieno psicodramma, che se Spalletti mi avesse fatto entrare a un quarto d'ora dalla fine, con le scarpe di cuoio, avrei segnato anch'io (a malincuore, s'intende). Vinsero loro: primo tempo infame, secondo tempo con due golletti in rapida successione (Pinzi e Fava) prima del nostro (Cruz) e inutile assalto finale guidato da Karagounis che sembrava Pelè. A parte Zac, gli altri ci sono tutti. A parte Zac e a parte me. Avevo già tutto pronto: posti a sedere, cuscino, sciarpa, speranze. E invece sono stato cooptato per un pranzo familiare a cui non si può dire di no, in un posto a 200 km. da San Siro che non posso nemmeno dire "vabbe', salto il dolce, arrivederci a tutti, è stato un piacere, fatevi vedere, che bel pranzo, che buono l'arrosto, ooooccccchei, vado, scusate, è la vita, la passione, c'è l'Inter, comprendetemi, vi voglio bene". Quindi niente Inter, niente radio, niente tv, sono in un pranzo di zie acquisite e cugini agnostici, niente, sono adulto e mi rassegno.

Cabalisticamente, questo evento familiare apre nuovi fronti a livello pronostico. Finora - no, non parliamo dei concerti - ho quasi sempre saltato l'Inter per delle cene, con esiti alterni. Recentemente, l'ultima volta che ho saltato la partita per un pranzo (comunione del cuginetto cui ho regalato la divisa di Adriano) abbiamo battuto il Parma (con gol di Adriano)  alla penultima dello scorso campionato, conquistando mezza Champions. Quindi il mio pranzo potrebbe avere discreti esiti. L'anno scorso aveva portato sfiga andare a San Siro a vedere l'Udinese, e infatti un brividino mi stava già percorrendo la schiena. Ma è anche vero che non la vedrò per nulla, nemmeno dal fidato divano. E poi sarò all'estero, in Veneto, mai successo. Adriano ha perso l'aereo, Davids ha tentato di uccidere un paparazzo. Che vigilia del menga. Cazzo, non riesco a calcolare l'influsso delle novità, dei corsi, dei ricorsi e dei cugini. Fate come volte, se andate alla Snai. Ma poi non datemi colpe che non ho: le zie ci rimarrebbero male.

p.s.: e se regalassi alla zia la divisa completa di Materazzi?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:02 |
 

ARRIDATECELO

Barroso, scusaci: ne mandiamo un altro, se vuoi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:42 |


venerdì, ottobre 15, 2004
 

MAMMA HO MENATO UN FOTOGRAFO

Uno perde l'aereo, l'altro (questo qui, l'olandese menante) picchia un fotografo in via Montenapoleone. Bella vigilia di partita. Manca solo che trovano il Mancio con un travestito e siamo a posto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:05 |
 

BRANCA HO PERSO L'AEREO

Cazzarola. Ci tocca far giuocare Vieri.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:21 |
 

REALITY ARRAPATION

GRANDE FRATELLO

Alessandro

L'ISOLA DEI FAMOSI

Cosa ci troveranno, poi? Boh.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:51 |
 

NO COMMENT

TORINO, 15 ottobre 2004 - "Ai giocatori della Juventus è stata data l'Epo. Lo dimostra l'analisi dei valori dell'emoglobina nel sangue degli atleti che è stata effettuata dal perito Giuseppe D'Onofrio. Ci sono indizi gravi, precisi e concordanti. La somministrazione è stata di due tipi: quella cronica, a basse dosi, e quella acuta, fatta a Conte e Tacchinardi per affrettare il loro recupero". È una delle tesi ribadite da uno dei due pm, Gianfranco Colace, nel corso della requisitoria della pubblica accusa al processo per i farmaci ai calciatori bianconeri. Gran parte della mattinata è stata dedicata a questo argomento, mentre la pm Sara Panelli ha aperto l'intervento soffermandosi sulle implicazioni del reato di frode sportiva (la legge 401 del 1989) contestato ad Antonio Giraudo e Riccardo Agricola, amministratore delegato e capo dello staff medico della Juventus.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:33 |
 

ERECTION DAY

Sorteggio pilotato. Neanche Blatter sarebbe potuto arrivare a tanto. Al GF aprono la suite e chi fanno in modo di mandarci? I due più avviati verso il viale della copula. L'inglesina e il Grignani dei poveri, ma molto più palestrato, con una putrella tatuata sul braccio (sull'altro braccio c'è una specie di polsino di ghisa, tatuato s'intende), vengono mandati a forza verso un luogo dove c'è da mangiare, bere, ballare e trombare, diciamolo, perchè il lettone è davvero invitante. La seratina inizia con una specie di lap dance, tanto per far capire il contesto. Intorno al palo i due cominciano a fare le fusa e poi a limonare. L'inglesina fa un po' la gatta morta, poi la gatta viva. Al che Grignani continua a fare la lap dance, ma i pali sono diventati due, you know what I mean. Poi arriva una danzatrice del ventre che prende le ordinazioni: mangiare, bere, massaggi eccetera. Volete vedere un film? Ma certo. Grignani sceglie "Il sesto senso", che gli era piaciuto. Alla fine si decidono a vederlo verso le 3, a letto. C'erano ancora i titoli di testa quando un piumone ha coperto i primi accenni di petting tra una disinvolta barista gallese e uno scultoreo muratore toscano. Penso ballassero la lap dance da coricati. Il palo ufficiale era ancora al centro della stanza, quindi ritengo che sotto il piumone ci fosse l'altro, quello retrattile.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:46 |
 

CONVENEVOLI