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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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lunedì, giugno 30, 2003
 

ROBA DI PESSIMO GUSTO

Durante il concerto c'è stato un momento di pura infamia, infilato a tradimento tra gli orgasmi a mitraglia, su cui nessuno si è adeguatamente soffermato. Quindi lo faccio io. Durante "Ramrod" (che sarà durata un quarto d'ora facendo ondeggiare il vetusto ma sempre prestigioso stadio meneghino) a un certo punto la band prende e se ne va. Resta solo Roy Bittan al piano, dandandandandan, sembra Jerry Lee Lewis. Mentre i 60mila sono distratti e battono le mani come forsennati, da dietro le quinte sale una donna e va da Roy, gli mette un cappellino e la sciarpa e gli schiaffa la lingua in bocca. Ovazione. Roy intanto suona e non sbaglia una nota, pur limonando con quella troia che gli ha messo sciarpa e cappello del Milan. Che pessimo gusto, cazzo. Mai una soddisfazione. E noi a chi lo mettiamo il cappellino, a Sandro Giacobbe?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:54 |
 

LA RARITA' DELL'ESTASI

Pensieri inquietanti sul trascorrere del tempo. Esco da San Siro in piena estasi springsteeniana e penso tra me e me: quante cazzo di volte sono uscito in estasi da questo stesso stadio?

Due, entrambe nella stagione 1979-1980. (Parliamo di estasi totale, di obnubilamento feroce, di fiducia profonda nel mondo del calcio, nel futuro del mondo e nell'affidabilità della casacca neroazzurra).

  1. 11 novembre 1979, Inter-Juventus 4-0, tutti i gol nel secondo tempo, 3 di Altobelli e uno di Muraro, io ero nei distinti dietro la porta. In porta c'era Zoff. Quattro pere in 31 minuti. Orgasmo multiplo, chissà se sono vaginale o clitorideo mi chiedo mentre sfollo. (non è vero, all'epoca non avrei distinto tra un clitoride e una vagina)
  2. 27 aprile 1980, Inter-Roma 2-2, conquista matematica del 12° scudetto con ciabattata dal limite di Mozzini a due minuti dalla fine, abbraccio mio zio e gli piego gli occhiali come Uri Gheller, festa, invasione, tricolore. Estasi.

L'ultima. Poi solo estasine, estasiette, para-estati, finte estasi, surrogati di estasi. Tutta roba televisiva. Da poltrona. Vagamente masturbatoria. Robetta. Tanto che un giorno vado a cercare l'estasi a Roma (5 maggio 2002, Ei fu) e me lo prendo in illo loco.

Considerando che Springsteen era stato a San Siro nel 1985, e io ero a militare, e che il giorno dello scudetto del 1988 non c'ero (colto di sorpresa dall'eccessivo anticipo), mi rendo amaramente conto del tempo che passa e delle estasi che mi sono negato. Tutto per colpa vostra, maledetti. Ma vi amo.

p.s.: ora però comprate qualcuno, mi sta venendo la malinconia.



Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:40 |


domenica, giugno 29, 2003
 

LA DANZA DELLA PIOGGIA

"Vedrai, è un grande". "Vedrai, ti tramortisce". "Vedrai, ti spazza via". "Vedrai, non c'è paragone". Vedrai, non si sente un cazzo a San Siro". "Vedrai, piove".

Il Boss canta e suona da mezz'ora e piove. Prima due gocce, poi un po' di più. Vedo l'acqua scorrere sul tetto telonato del palco. Sul prato sono contenti, dopo ore di attesa a trenta gradi. Io sul secondo anello me ne strafotto, sono al coperto e il Boss in effetti è un grande, mi sta tramortendo, a tratti mi spazza via e sì, non c'è alcun paragone. Non si sente un cazzo ma è solo un particolare. 60mila persone cantano e battono le mani, cos'è che vuoi sentire di più? Pioviggina. L'aria si fa più fresca. Sto da dio.

Ore 21, le gocce prendono corpo. Goccine, gocce, goccione. Bicchierate. Dicesi nubifragio. Sopra San Siro c'è una nuvola marrone. Lampi (forse anche tuoni, ma chi li sente). Nel prato sono un po' meno contenti ma restano quasi tutti. Io dal mio secondo anello me ne strafotto, anche perchè il Boss ha appena detto che siamo tutti pazzi a fargli ritrovare lo stadio pieno 18 anni dopo e attacca un "Darkness in the edge of town" che ti fa accapponare tutto, coppino pappagorgia gomiti scroto malleoli, tutto.

Ore 21,15. Suona da un'ora, so che andrà avanti per altre due e sono sereno. La pioggia è un muro. E lui inizia a cantare - magia della scaletta - "Waitin' on a sunny day". Sul prato qualcuno pensa che è meglio andarsi a riparare. Io dal mio secondo anello sono lì che batto e le mani e prendo acqua, perchè a un certo punto piove dritto laterale e frontale, dappertutto.

Sul maxischermo il Boss libera un ghigno alzando gli occhi al cielo e cantando It's rainin' but there ain't a cloud in the sky. Il nuvolone c'è, cazzarola, ed è marrone scuro. Viene giù di tutto. Lui lo vede e ghigna. There ain't a cloud in the sky. E vai.

San Siro è tutto un'acqua. Dritto frontale e laterale, ma giurerei anche da sotto. La E-Street non si distrae. I maxi-schermi rimandano l'immagine del Boss che canta e ride. I'm waitin', waitin' on a sunny day. Cantano tutti. Gonna chase the clouds away. Eh, provaci tu, Bruce.

Il Boss si sporge, scende dal palco, va sulla passerella più bassa, sotto l'acqua. Dal pubblico gli danno un cappello da cowboy bianco. Se lo mette. Fa tutta la passerella cantando e galoppando. Waitin' on a sunny day. Ride, ridiamo tutti. Canta, cantiamo tutti. Batte le mani, le battiamo tutti. Torna sul palco. Scrolla il cappello su Clarence. Prende la rincorsa e fa venti metri sulle ginocchia. A me non sembra vero. A me sembra una favola, ecco.

Il maxi-schermo lo coglie mentre fa un cenno alla band. La canzone non finisce. E' una danza contro la pioggia e deve continuare. Waitin' on a sunny day. Non si capisce più un cazzo. 60mila persone sotto l'acqua cantano, ballano, battono le mani senza più vedere o sentire niente. Dietro il Niagara c'è il Boss che dirige lo stadio. Waitin' on a sunny day. Il secondo anello ondeggia. Forse non vado a tempo, ma giurerei di non avere il cemento sotto i piedi, ogni tanto.

E mi spiace per chi non c'era.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:07 |


sabato, giugno 28, 2003
 

Stay hard, stay hungry, stay alive

E adesso mi scuserete ma debbo fare una cosa importante.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:47 |
 

MINCHIA SABRI

L'affare Recoba-chiunque si complica (il Manchester Utd ha preso Ronaldinho), in compenso è andato a segno un altro degli scambi che mi stava a cuore, quello Morfeo-chiunque. Arriva Sabri Lamouchi e non voglio nemmeno lontanamente chiedermi cosa ne voglia fare Cuper. Devo ancora somatizzare la pantomima di Luciano, il Fregoli della fascia, figuriamoci. Ma nel cambio ci abbiamo guadagnato, questo è chiaro. Ho ancora negli occhi - ero a San Siro, ancora sull'orlo di una polluzione per quello che avevo visto fino a quel momento - il passaggio indietro con il quale ha regalato il 3-3 alla Roma. Gliel'ho giurata, intimamente, mentre vedevo Montella esultare e il tabellone aggiornarsi: "Una plusvalenza ti seppellirà". Ciao Domenico, ora hai due anni davanti per danneggiare il Parma. Mi raccomando, giù duro.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:21 |
 

PESI & MISURE: LE CONDANNE

SUI GIORNALI DI DOMANI

  1. GIOVANNI ERRA: ha partecipato, agevolato, progettato, istigato, diretto, ispirato o sa il cazzo cosa l'uccisione di Desirée Piovanelli, 14 anni, materialmente compiuta da un minore, presenti e partecipanti altri due minori. Ergastolo, più 7 anni e 8 mesi per violenza di gruppo, più 2 anni per detenzione e spaccio di stupefacenti, più un mese per minacce, più un milione di euro di provvisionale da pagare ai genitori di Desirée.
  2. ANONIMO CITTADINO INDONESIANO: ruba un cadavere di un'anziana appena inumato, poi se ne ciba per alcuni giorni nella sua capanna. Troveranno solo le ossa e poco altro. Era convinto che la carne umana, mangiata e digerita, gli avrebbe portato prosperità. La legge indonesiana non prevede il reato di cannibalismo. 5 anni (l'accusa ne aveva chiesti 6) per furto. Lui ha fatto appello ritenendo la pena troppo severa.
  3. PAUL EUGENE ROBINSON: accusato di uno stupro avvenuto sei anni prima, il suo caso passerà alla storia perchè è il primo uomo al mondo ad essere condannato con la sola prova del Dna. Non c'è nessun indizio a suo carico, la vittima non l'ha riconosciuto, ma il Dna ricavato dalla sperma è stato casualmente identificato nel controllo in una banca dati. 65 anni (negli Usa vanno giù piatti).
  4. ANTONIO RIZZO: litiga con la fidanzata, lei lo vuole lasciare, lui prende una corda per imballaggi e la strangola. Dà lui l'allarme, si dispera ma poi si incasina. Riconosciute le aggravanti dei futili motivi e della premeditazione. Ergastolo? No. 17 anni e 4 mesi.
  5. WAYNE HARDY: lascia liberi i suoi sei rottweiler nel cortile di casa, lì vicino gioca una bambina di 10 anni, un cane le vola addosso, poi gli altri. La bambina muore. Lui si scusa con famiglia. Rischiava fino a 60 anni di carcere. 2 anni. (Negli Usa non vanno poi giù così piatti)
  6. MATTHEW LIMON: ha 18 anni, e del Kansas ed è gay. Si fa fare un pompino da un amico, più giovane, quindi minore. 17 anni. Per fortuna. nel frattempo, negli Usa (ah, che gran Paese!) entra in vigore la nuova legge che sancisce il diritto costituzionale dei gay ad avere rapporti sessuali consenzienti entro le mura di casa. Condanna annullata. Matthew, se fosse stato etero e si fosse fatto fare un pompino da una ragazza minorenne, avrebbe rischiato fino a 15 mesi, ma con la condizionale. Se non fosse entrata in vigore la nuova legge, Matthew avrebbe lasciato il carcere al compimento dei suo 35 anni.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:15 |


venerdì, giugno 27, 2003
 

SE NE PARLA

NEL MONDO INTERO

Ver mensaje


Autor: ANDRES
RECOBA PERDEDOR NATO - 5/14/2003
Una vez más (y van...) quedó comprobado que el Chino es un perdedor nato. Otra vez sin liga, otra vez sin champion league, en fin... Otra vez perdedor.

Respuestas a este mensaje:

Autor: AGUSTINA (CHINOTEQUIERO@HOTMAIL.COM) - 5/14/2003
perdedora tu madre imbésil... qué te pensabas? que el chino iba a ganar todos los campeonatos que juegue con el Inter?





Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:51 |
 

LUOGHI COMUNI

E TETTE NON COMUNI

Sabrina Ferilli si sposa (è nei suoi diritti di donna e cittadina). Lo farà in luogo segreto (sulla Cassia), in data segreta (domenica), con il suo fidanzato storico (non c'erano dubbi), con una cerimonia intima (lo immagino) che culminerà con un ricevimento sobrio e riservato (sicuramente). Negli articoli che infesteranno la stampa rosa e non solo comparirà la solita clausola di rito: "Gettando nella disperazione i suoi fans". Ogni volta che si sposa un personaggio bello e famoso i fans si dovrebbero intristire. Ecco, vorrei sapere: c'è uno qui che segretamente covava l'aspirazione di incontrare, conquistare, trombare e sposare in tempi brevi Sabrina Ferilli? Se sì, mi spieghi tutto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:38 |
 

A SAN SIRO, MA SENZA SOFFRIRE

Vabbe', cambiamo argomento. Domani sera andrò a San Siro sapendo che, per una volta, non soffrirò neanche un pochino. E già questa è una notizia.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:21 |


giovedì, giugno 26, 2003
 

SILENZIO

E' morto come Curi, nel torneo più inutile del mondo, che forse avrebbe vinto in finale. Finalmente una foto ricordo in cui sorridere con la maglia della tua vita. Finalmente una Coppa, avrebbe detto, dopo una vita in prestito - su campi nobilissimi ed europei, per carità, ma pur sempre di passaggio, pedalando il pedalabile - e dopo una serie di maledette sfighe. Doveva giocare i Mondiali nel '98 ma si spaccò una gamba. Sognava una stagione in grande spolvero nel 2000, ma si beccò la malaria. Quando in Coppa del Mondo ci arriva, nel 2002, è la sua nazionale che va maluccio, e giù il sipario dopo tre partite. Era uno di quei giocatori che fanno 68 presenze nel Camerun ma poi non ti ricordi il nome perchè sembrano tutti uguali, come avrebbe detto Carosio, e se non segnano ai Mondiali e non li vedi in trecento replay poi te li dimentichi in fretta, facce fiere e gambe poderose che vanno in archivio in un amen, come sgroppando sulla fascia. Chissà cos'aveva il cuore di Marc-Vivien Foè. Non gli è andata bene come a Kanu, no. Morire giocando è una beffa, più allegra di morire lavorando o in guerra ma più assurda di tante altre morti. Una morte sul campo, in tutti i sensi. Una morte con una maglia che ti metteranno sulla bara. Una morte con il leone sul petto. Una morte con le scarpe bullonate ancora sporche di fili d'erba. Una morte che la moglie faticherà a spiegare ai tre bambini. Una morte in diretta, denti bianchi su barella rossa e gente che corre e mani sui capelli e lacrime isteriche. Non merita la traduzione della didascalia Ansa. "Morto in tazza". Infilatevelo nel culo il traduttore. No, stasera non si ride.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:37 |
 

BANANE E BLACK OUT

La notizia dei possibili black out di oggi è stata diffusa ieri sera alla stampa in maniera molto disinvolta, senza la minima enfasi, senza un cenno di riscontro, senza un elemento che indicasse la reale portata del problema. E' arrivata normalmente con le altre agenzie, confusa tra i soliti treni deragliati in India e le solite dichiarazioni di Bondi. Oggi pochissimi giornali la riportano in prima pagina (io ho qui davanti Repubblica e non ce l'ha) o comunque con la dovuta evidenza. E poi, cazzo, si parlava di possibili black out. Possibili, come i temporali, le grandinate o le soddisfazioni dell'Inter. Stamattina il Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN, mai sentito nominare) conferma che dalle 9 sarà applicato ("possibile"? macchè: "sarà applicato") il primo livello del piano distacchi a rotazione. L'Enel Lombardia diffonde ai giornali a metà mattina questo comunicato che parla delle ore 9, cioè di un paio d'ore prima. Ma all'Enel sono incazzati neri: i black out sono incominciati e i cittadini chiamano loro, mica il GRTN. E intanto in mezza Italia accadono cose che sono normalissime quando si toglie la corrente: centinaia di chiamate per gente bloccata sugli ascensori, per esempio, che equivalgono a centinaia di uscite dei vigili del fuoco che pagheremo noi insieme alla bolletta. "La togliamo solo per un'ora, un'ora e mezza", dicono al GRTN. Sticazzi, rispondo io. Intanto fabbriche si fermano, ospedali rallentano, e così scuole e uffici. Si fermano gli impianti di condizionamento, fioriscono le ascelle pezzate. Un'ora. E vabbe', un'ora. Chiedono al ministro Marzano: e allora? E lui: e allora è così, e magari andrà anche avanti nei prossimi giorni. Dirlo, no? "Ma io ieri sera ho chiamato Berlusconi". Una signora a Brindisi sviene in ascensore. A Milano ce se sono 50 bloccate contemporaneamente. Ci sono molti elementi che ci identificano con le banane. Stamattina sì, mi sono sentito molto imbananato. Un bananamento pratico, terra-terra, bello tosto anche senza scomodare Cirami o l'immunità. Spero solo che si sia fermata anche la fabbrica che fa i rialzi per le scarpe.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:23 |
 

TE PAREVA

"Luciano? ah sì, ho letto, ma non credo che l'abbiamo preso, no, non mi risulta proprio. Chivu? No, il suo procuratore non l'abbiamo incontrato, non ne so nulla, non credo".



Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:59 |
 

C'E' BLACK OUT

E BLACK OUT

  1. E' la mattina del black out. Qui, per ora, niente. Ma leggo che altrove è già andata via la luce per un po'. Scenario inquietante. Uno magari è tranquillo sull'ascensore e la Francia ci taglia i megawatt. Hai voglia poi ad accendere il Pinguino.
  2. Il sito www.previti.it, "La verità", ha fatto 40mila accessi in un giorno. O il counter è taroccato, o tra noi - noi italiani - c'è gente taroccata, non si scappa. Oppure a Forza Italia e allo Studio Previti hanno pagato due persone per pigiare f5. Ieri pomeriggio, invece, un gruppo di hacker  hanno messo fuori uso il sito. Black out anche questo. Giustizia divina. Lui si lamenta dell'ennesima persecuzione. Si calmi. Se va via la luce, anch'io non posso aggiornare il blog.
  3. Pensavo all'Inter. Metti che dall'Inghilterra parta il fax con cui il Manchester ci fa un'offerta superscontata per Veron e Giggs e scongiura Moratti di dargli Recoba. Offerta valida un quarto d'ora. Parte il fax. Black out. Scade il tempo. Secondo me potrebbe succedere.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:55 |


mercoledì, giugno 25, 2003
 

UMORISMO E SIMPATIA

per l'angolo della didascalia Ansa, vi propongo il testo in inglese e la spassosa traduzione automatica. Nella foto c'è Beckham che bacia la mano a una bambina thailandese.

Beckham was in Bangkok on a promotional trip organised by Castrol awarding the trophy at Castrol's Champions Challenge five-a-side football tournament, watched by about 7.000 fans.

Beckham era a Bangkok su un viaggio promozionale organizzato da Castrol che assegna il trophy ai tornei di gioco del calcio cinque-un-lato di sfida del campione di Castrol, guardati da circa 7.000 ventilatori.

I 7.000 ventilatori sono addirittura meglio del fiammifero rotondo. Se De Chirico fosse ancora vivo, con i 7.000 ventilatori che guardano una partita di calcetto come minimo ci farebbe un quadro 100x120.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:13 |
 

ERIBERTO

Eriberto, come nome, era molto meglio, diciamolo. Un po' cartoon, un po' sfiga atavica, un po' bambinone, questo brasiliano di risulta mi piaceva fin dai tempi del Bologna. Soprattutto da quando, nell'incredulità generale, segnò quel gol al Venezia prendendo palla al limite della sua area e andando in porta dall'altra parte galoppando come un ossesso, riportandomi indietro ai tempi di Pasinato ("con Beccalossi e Pasinato/vinceremo il campionato", lasciatemi tirare un sospiro). Eppoi sognavo un'ala destra di colore, negra insomma, dai tempi di Jair. Un anno, tanto tempo fa, sembrava arrivasse Paulo Isidoro, che al Mundialito (il Mundialito!) aveva fatto faville. Niente, naturalmente. E invece ecco qua, nel 2003, che arriva Eriberto, che nel frattempo ha cambiato nome (ora è un più banale Luciano, che per esotizzare pronunceremo Lu-si-ano), data di nascita (beh, questo i brasiliani lo hanno sempre fatto, con la scusa di un sempre lontanissimo ufficio anagrafe), codice fiscale (ora sarà SQU LCU ecc.) e ambizioni di carriera. Sono terribilmente eccitato. Luciano è uno che può piacere a San Siro. C'è molta aria di buonismo intorno a Luciano e alla sua storia bacata. Incitarlo mentre sgroppa sarà un azione meritoria. Ma a me frega un cazzo dei suoi maneggi. A me basta che scenda sulla fascia e metta qualche cross in mezzo, dove gente strapagata cercherà di incornare. Ora spero che arrivi anche Onofrio Perrotta, e poi ci siamo quasi. (Vigorosa strizzata di coglioni, sorry)

p.s. ho letto che Sergio Conceicao prende 3,5 milioni di euro l'anno. E se andasse a cagare?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:52 |
 

QUATTORDICI (14) ANNI

25 GIUGN0 1989. Battendo 2-0 la Fiorentina a San Siro, l'Inter conclude il campionato a 58 punti (record assoluto quando ogni vittoria valeva due punti) e 26 vittorie su 34 partite (record assoluto). Inoltre, con 22 gol all'attivo, Aldo Serena (che proprio oggi compie 43 anni) si laurea capocannoniere del stagione 1988/89.

Sono passati 14 anni, oggi è ufficiale. 14 anni dall'ultimo scudetto. A me in 14 anni sono successo un sacco di cose, come a tutti. Anche a Serena, per esempio: nel frattempo si è trombato centinaia di volte Luisa Corna, senza peraltro più rivedere lo scudetto sulla maglia nerazzurra, quindi con l'amaro in bocca. 14 anni fa lavoravo da un annetto scarso e non tenevo famiglia. 14 anni fa Berlusconi costruiva palazzi e faceva il brillantone con le tv. 14 anni fa non si sapeva dell'esistenza di Cesare Previti. 14 anni fa Gigi D'Alessio cantava solo ai matrimoni. 14 anni fa Cirino Pomicino era ministro del Bilancio. 14 anni fa il Muro di Berlino aveva ancora 5 mesi di vita. Potrei andare avanti per ore, inutilmente, Andrei sempre a finire là, allo scudetto che non ho più visto. Massimo, ti prego. Hector, mi raccomando. 14 anni sono tanti. L'anno prossimo saranno 15. Odio le cifre tonde o tonde a metà, gli anniversari danno l'idea del fottutissimo tempo che passa. In fondo cosa vi chiedo: un triangolino tricolore sulla casacca ufficiale. Non mi sembra poi 'sta gran cosa. Il mondo è pieno di gente che aspira ad altri triangoli. Io ve ne chiedo uno inanimato, che si trova anche in merceria. Cazzo, ma perchè? Vi ho fatto qualcosa? Vi sto sul culo? Diobono.

[ARCHIVIO]

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:43 |
 

IO, PANCHO E CHARLIE

Il 25 giugno 1969 Pancho Gonzales e Charlie Pasarell hanno dato vita al più lungo match nella storia del tennis. Nel primo turno del torneo di Wimbledon Pancho Gonzales, 41 anni, s'impone su Charlie Pasarell, 25 anni, per 22-20 1-6 16-14 6-3 11-9 dopo 5 ore e 12 minuti per la cifra record di 112 game. L'anno prima Pasarell aveva eliminato al primo turno il vincitore dell'edizione precedente, Manolo Santana. Era la prima volta che accadeva, e così questo Pasarell così detiene due record della storia del tennis, pensa te che culo. Pancho Gonzales era raffigurato sul manico della racchetta di mio papà, la prima racchetta che credo di avere usato (era di legno e pesava almeno mezzo chilo), e quindi devo un po' anche a Pancho il mio ingresso nel mondo dorato del tennis, dove tuttora esprimo la poesia dei gesti, l'eleganza dei movimenti e una scarsa consistenza in partita (d'altronde a noi puristi del risultato prettamente agonistico non ce ne frega un cazzo).

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:03 |


martedì, giugno 24, 2003
 

IL FIAMMIFERO ROTONDO

Fino a qualche giorno fa avrei messo la mano sul fuoco per difendere l'onorabilità e la serietà dell'agenzia Ansa. Migliaia di notizie e centinaia di foto fornite ai giornali italiani ogni giorno, le une e le altre di più che discreta qualità e attendibilità. Basta chiedere a qualcuno cosa succede quando sciopera l'Ansa. Il panico. L'unico scoglio culturale erano le didascalie delle foto estere. In inglese. Un inglese rigoroso, corretto, stringato, asciutto. Facile da tradurre. Le parole in una didascalia sono sempre le stesse. Morti, feriti, vertici, ministri, vittorie, sconfitte. Un giuoco da ragazzi.

Poi, non so in preda a quale delirio - o su pressione di chissà quale giornalista potente e anziano e rompicazzo che avrà fatto sapere che le didascalie in inglese erano insidiose -, in calce alle didascalie in inglese è stato inserito un ulteriore spazio dove compare la traduzione dei testi. Fatte col traduttore automatico. Comodo, basta un clic.

L'effetto è formidabile. E se nelle didascalie di cronaca o di politica tutto sommato gli strafalcioni sono sopportabili, in quelle di sport - ricche di espressioni gergali - si sconfina nell'hellzapoppin', nella fantascienza linguistica. Esempio. Foto di Wimbledon. Kim Clijsters plays a forehand during her 1st round match against De Los Rios. Cioè, gioca un diritto nel suo match di primo turno, no? Secondo il traduttore dell'Ansa, invece, Kim Clijsters gioca un treno anteriore durante il suo primo fiammifero rotondo contro De Los Rios.

Il treno anteriore non è male, ma il fiammifero rotondo è strepitoso. Ritrovo il fiammifero rotondo anche sotto la foto del portiere ("custode", nella traduzione) della Turchia, che secondo l'Ansa "protesta durante il suo primo fiammifero rotondo di soccer della tazza di confederazione (Confederation Cup) di Fifa contro il Brasile".

L'immagine del portiere turco che seduto sulla tazza della Fifa inveisce durante il suo primo fiammifero rotondo diventa addiritura inquietante. Con il traduttore il futurismo non sarebbe esistito, ognuno sarebbe potuto diventare un piccolo Marinetti nel tempo di un clic. Non mi basta il fiammifero rotondo. Trovo la foto di Rijkaard appena assunto dal Barcellona. Qui di fiammiferi rotondi non ce ne sono, ma si va oltre. Rijkaard viene descritto così nella didascalia inglese: "who is expected to be announced as the new coach of troubled Catalan giants Barcelona". Giro di parole forse eccessivo per una didascalia. Per fortuna c'è il traduttore: "Rijkaard che si pensa che annunci come la nuova vettura dei giganti disturbati Barcellona di Catalan". La trovo geniale. Rijkard alla guida di un gruppo di disturbati. Praticamente il remake di Cinque matti allo stadio.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:45 |
 

LUI SI' CHE SA FARE UN BLOG

Mi inchino alle cifre. Cesare Previti ha aperto stamattina il suo blog. Si chiama www.previti.it. Io ero impaziente, sapevo che lo presentavano alle 10.30 e alle 10 ero già on-line per consultarlo, come un piccolo fan. Niente, dava "sito in allestimento". Ci sono rimasto malissimo e così ho letto la Gazzetta di ieri. Fa niente. Ora ce l'ho fatta, l'ho letto. Diobono, che Blog. E' bellissimo. C'è già dentro un sacco di roba. Tutte le infamie che ha subito. A sinistra, al posto dei link. La lista delle infamie. Che uomo. E che successo, cazzo. L'ha aperto presumibilmente alle 10.31 e in 4 ore ha già più di settemila accessi. Invidio quest'uomo. Non sapevo molto su di lui (sarà che ad ogni udienza lui non c'è mai, ha un sacco di impegni e quindi non rilascia molte interviste). Ma adesso c'è il suo Blog, lo potrò leggere ogni mattina e informarmi sull'infamia del giorno. Ti starò vicino, Cesarone (stavo per dire: alle costole). E tu, appena puoi, linkami.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:32 |
 

CHE RAZZA DI SPORTIVI SIETE?

Cosa vi colpisce di più in questa simpatica foto di Serena Williams?

  1. l'orecchino
  2. la racchetta
  3. la maglietta
  4. il tappeto erboso
  5. il culo
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:16 |
 
GENTE CHE VA A CASA...
Vicente Del Bosque. In quattro stagioni, il 52enne del Bosque ha guidato il Real a vincere due campionati, due Champions League, una coppa Intercontinentale, una Supercoppa europea e una Supercoppa spagnola. A casa.
Fernando Hierro. 35 anni compiuti in marzo, era il capitano del Real, nel quale era entrato nel 1989 dopo due stagioni al Valladolid. Difensore elegante, un po' lento ma fortissimo di testa e micidiale nei calci piazzati, Hierro ha vinto cinque volte la Liga. E' il recordman di presenze con la maglia delle furie rosse: 89 gettoni impreziositi da 29 gol. Con il club madridista ha conquistato anche tre Champions League, due coppe Intercontinentali, una Supercoppa europea, tre coppe di Spagna e tre Supercoppe di Spagna. A casa.
Luigi Simoni detto Gigi. Quest'anno alla guida dell'Ancona in serie B, conquista la serie A per l'ennesima volta e contro ogni pronostico. Non va particolarmente d'accordo con il presidente, che gli rimprovera un finale di campionato un po' moscio. Cercano di telefonarsi ma non ci riescono. A casa.
...E GENTE CHE ANCORA NON CI VA
Silvio Berlusconi detto Silvio. Ottimo cantante e apprezzato costruttore di grossi palazzi, compra il Milan e sconvolge l'ordine planetario. Grazie a Lui, un Pancaro qualsiasi guadagna un milione e mezzo di euro l'anno. Guida il governo dell'unico Paese di indole sudamericana in Europa. Ha amici imbarazzanti, blocca processi, mette la calza alle telecamere.
Alvaro Recoba detto Chino. Dotato di un formidabile sinistro e di strepitosi incisivi, non decide una partita importante che è una. Vittima di un equivoco tattico: Cuper lo vede un po' a sinistra, un po' dietro le punte, un po' punta. Io lo vedrei bene in Uruguay.
Gianni Baget Bozzo detto don Gianni Baget Bozzo. Sacerdote militante, ma dove gli pare a lui. Parla e non si capisce niente. Per questo è sempre in tv. D'altronde è simpatico e comunicativo.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:43 |


lunedì, giugno 23, 2003
 

DEVO RIAGGANCIARE

ALCUNI RAPPORTI: ANZI UNO

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:02 |
 

GRAZIE MURDOCH

Grazie a un magnate dell'informazione che compra qua e là giornali e pay-tv, dopo un'assenza durata non so quanti anni il torneo di Wimbledon torna sugli schermi di casa mia. Poco importa che io abbia appena visto le fasi salienti di Sanguinetti-Roddick, un partitone. E' l'evento che va segnalato. Ho risolto il problema della pausa pranzo delle prossime due settimane. Ero stufo di calciomercato. Mi sporco d'erba, vivaddio.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:05 |
 

FACCIAMO FINTA CHE

Ma se io, per ipotesi, mi pettinassi così, vincerei qualcosa? Chessò, uno scudetto, un Pulitzer. Qualcosa. Insomma, se mi scolpisco una figa sulla testa avrò successo nella vita?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:49 |
 

PENSAVO PORTASSE SFIGA

Ero intimamente convinto che Ronaldo portasse sfiga al proprio club di appartenenza. E vabbe', anche questo luogo comune si è infranto. Però sono ferito:

  1. dal fatto che i marcatori della partita decisiva siano Ronaldo e Roberto Carlos.
  2. dal fatto che il Dentone abbia rispolverato quella sua singolare pettinatura (una vulva stampata in piena fronte) che così tanto mi aveva fatto dubitare di lui ai Mondiali di Corea.
  3. dal fatto che spesso è sufficiente che un calciatore lasci l'Inter per vincere qualcosa.

(sospiro)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:30 |


sabato, giugno 21, 2003
 

LASCIATELO STARE

Odio essere preso in giro nelle cose in cui metto passione. Per questo ho sviluppato nel corso degli ultimi anni una tolleranza-zero con effetto retroattivo nei confronti del doping. Non sopporto l'idea di avere passato giornate o anche nottate a guardare, fare il tifo, palpitare, smadonnare, soffrire per gente che invece faceva a chi si bombava di più. Non sopporto l'idea di avere speso buone parole o disquisizioni tecniche o sentimenti puri per gente che non valeva quello che vedevo, ma per la qualità intrinseca delle flebo. E così il mio cuore multisportivo a volte, periodicamente, perde qualche pezzo. Il pezzo più clamoroso è il ciclismo, che ho amato molto e ora ho espulso come una tossina. Non seguo più il ciclismo, non mi interessa. Buio totale. Guardo i tapponi di montagna - una volta li aspettavo mesi - attraverso ombre su uno schermo trasparente. Se non mi concentro mi appare il muro che c'è dietro il televisore. Poi magari capto sudore, polvere, facce trasfigurate, e ogni tanto torno in me. Ma ogni tanto.

"E' caduto Pantani". Torno in me. Pantani è in un prato. E' seduto, tutto intero. Ma non si alza, piange come un bambino. Piange di sfiga, di rabbia. Si tocca il gomito. Non vuole bere. Guarda per terra. La bici è coricata. Si ferma qualcuno. Ci mettono sette minuti a convincerlo a risalire, a pedalare, a finire la tappa. Non ha niente, solo la botta, una delle tante. Piagnucola. Ansima. E' l'immagine che più mi è rimasta impressa del Giro. Direi l'unica.

Oggi Pantani è in una clinica di Abano Terme specializzata a recuperare gente depressa. Provo la stessa pena. Mi sembra di vederlo come sul prato, che non si alza, guarda per terra, si sente sfinito. Finito. Pantani è il simbolo del ciclismo che ho espulso da me. Per Pantani ho esultato come per una rimonta dell'Inter, tornante dopo tornante, un tuffo al cuore ogni volta che si alzava sui pedali. Poi ho scoperto - tutti hanno scoperto - che era come gli altri, che si bombava, che mi rubava passione. Però mi fa pena, molta. Dei bombati è l'unico che rispetto. Mi sembra che sì, ci ha dannatamente fregato, e non lo perdono. Però è l'unico che paga. E' l'unico che stanno facendo pagare. Processi, perquisizioni, inchieste. Sempre lui. Gli altri dietro a vivacchiare, come in gruppo. E' lui che tira. Fulmini, rotture di coglioni, curiosità morbose. Li prende in faccia come il vento contrario. Se doveva pagare ha pagato, mi pare. Non c'entra il codice penale, c'entrano il cuore, la testa, l'anima. Ha strapagato.

Mi fa pena, mi stringe il cuore, come a vederlo sciogliersi sul prato. La gente lo adora e lui non lo sente più. Sarà in una stanza a guardare il soffitto. Bella roba. Mi piacerebbe che lo lasciassero stare. Non vince una corsa da tre anni, non ne vincerà più, credo. Ma che almeno possa vivere. Anche senza la bandana, anche senza sapere che ematocrito ha.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:08 |
 

TEST: SIATE SINCERI, PERO'

cos'è che vi colpisce di più?

  1. il cappello
  2. la collana
  3. la borsa
  4. la spilla
  5. le tette

il test è aperto a tutti.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:04 |
 

PENSIERO STUPENDO

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:33 |


venerdì, giugno 20, 2003
 

MAI FUMATO UNA SIGARETTA:

MORIRO' PER UNA BRACIOLA?

A proposito di certezze in pericolo. Non ho mai fumato una sigaretta in vita mia. Non ho idea di che gusto abbiano, nè mi interessa saperlo. Dovessi accenderne una per un condannato a morte monco, chiamerei il secondino, o il boia stesso. Mi credevo sano (a parte il naso, i bronchi, i polmoni, vabbè, quisquilie). Ora dalla Francia arriva una notizia inquietante. A diffonderla è Robin de Bois, organizzazione ecologista un po' oltranzista. Comunque. Una grigliata all'aperto che duri un paio d'ore, fatta con la carbonella, sprigionerebbe vapori di diossina pari - quanto a tossicità - a una quantità variabile tra le 120mila e le 220mila sigarette. Quindi fatemi capire. Non ho mai fumato una sigaretta e adesso vado nei casini per una braciola? Ho rinunciato al fumo e quindi anche alle canne, e adesso scopro che un wurstel di troppo potrebbe uccidermi? Ma vaffanculo va'. Praticamente per allungare le mie speranze di vita fino al prossimo scudetto dell'Inter devo smetterla con le salsicce. E' terribile. Sono di sinistra, interista e mangio cibo alla brace. Sono condannato. Perchè cazzo mi sono fatto operare al naso? Bah.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:52 |
 

STILE JUVE

Legrottaglie-Juve: "Che onore"

Caro Nicola,

premetto: non me ne frega un cazzo. Di te, della Juve, dei problemi della difesa, delle strategie di mercato. Però, lasciatelo dire: una volta alla propria presentazione in casa Juve ci si andava agghindati in un altro modo. Con lo sguardo basso e in giacca e cravatta, o magari in giacca senza cravatta, però con una bella camicia bianca che fa tanto elegante. Una volta alla Juve - prima cosa - facevano tagliare i capelli. Leggo (non so se è vero) che a Miccoli hanno già detto di togliere l'orecchino. A te cosa cazzo hanno detto stamattina? Se ti vergogni a riferirlo, mandami almeno un messaggio privato. Come ti hanno guardato? Cosa ha detto Felice Chiusano, il presidente ex-Cetra? Io ti avrei mandato a cagare. Ti presenti in maglia granata, i capelli mesciati, lo sguardo di uno che si è fatto una canna nel bagno al pian terreno. Dico, sei impazzito? E anche voi, cazzo, voi della Trimurti, fatevi rispettare. I tamarri prendeteli pure, ma prima di presentarli mettetegli la divisa sociale. Lo Stile Juve era una certezza. Stronza, ma una certezza. Non toglietemi anche le certezze stronze.

Sempre "vostro".

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:19 |
 

GENTE PALLOSA

Hanno fatto la pace. In fondo cos'era mai successo? Che Lei presentava Miss Universo e Lui faceva il coglione con le ragazze a Milano Marittima. Poi Lei parte per Formentera e Lui si dimentica di andare all'aeroposto a salutarla. Lei lo chiama e gli dice: ma vaffanculo va'. Lui lascia Milano Marittima e vola a Formentera. Dove pare si siano riconciliati in fretta. Ho deciso: embargo su ogni notizia che riguardi Vieri e la Canalis fino al 15 luglio. A meno che:

  1. lei rimanga incinta
  2. lui la picchi a sangue
  3. lei lo tradisca con Diego Abatantuono
  4. lui la tradisca con Maria Sharapova
  5. lei e lui trombino sul tapis-roulant del ritiro bagagli alla Malpensa.

Altrimenti basta, stop, mi sono rotto i coglioni. E tu, Magilla, pensa a segnare, va'.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:30 |
 

CONFESSO

Ho una specie di crisi della vigilia. Sto per tornare a lavorare dopo 16 giorni di ospedale, convalescenza e Finlandia. Sono le 10.38 e alle 11 sarò al mio scranno. E non ho voglia. Sto ancora ciondolando. Non so come vestirmi, non mi faccio la barba, non prendo iniziative di nessun tipo. L'ospedale magari no, ma la convalescenza è il mio stato ideale. Voglio vivere in convalescenza. Voglio essere pagato per stare a casa. Non chiedo molto: cibo, libri, giornali, una tv col satellite, un computer, un modem. Perchè insistete a farmi lavorare, perchè?

p.s.: nell'elenco delle richieste ho dimenticato i soliti tre-quattro giocatori che mancano all'Inter. Sarebbe clamoroso, altrimenti, ammalarsi in convalescenza.

p.p.s.s.: come vedete, con signorilità nell'elenco non ho minimamente accennato a quella cosa che inizia con la effe, è di quattro lettere e agli uomini eterosessuali provoca storicamente un certo interesse.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:34 |


giovedì, giugno 19, 2003
 

IL TEMPO NON PASSA

MILANO - Il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha rilasciato una dichiarazione ai giornalisti che lo attendevano sotto gli uffici della Saras. "Non abbiamo preso nessun contatto con il Real Madrid. Beckham è un grande giocatore, si capiva che volesse andare via, ma noi non lo abbiamo mai cercato. Non credo, tra l'altro, che il calcio italiano sia nella condizione di portare avanti un affare del genere. Per il mercato dell'Inter c'è ancora tempo, e non mi sembra che alcun club si sia già mosso. Sinceramente Cafu e Legrottaglie non erano nostri obiettivi"

[FOTO Giovedi, 19 Giugno 2003 15:00:26]

Ieri sera, in crisi d'astinenza da informazioni di qualsiasi genere, ho acceso il televideo finlandese (ho sentito qualcuno ridere, là in fondo: non è il caso): tanto per dirvi come in Finlandia non succeda un cazzo, il cognome Berlusconi (le altre parole erano ovviamente incomprensibili) compariva nel quarto titolo della giornata. Sospirando, ho tolto il televideo e mi sono ritrovato nel bel mezzo di un tg finlandese, con una biondona che leggeva notizie sportive di cui non capivo una sega (la lingua finlandese è del ceppo ugrofinnico, l'ho letto sulla guida del Touring, ed ha qualche attinenza solo con estone e ungherese, lingue che del resto non mastico). Ero lì che guardavo inerme la biondona quando dietro di lei è comparso Beckham, ho sentito la parola Real e ho capito tutto. Ma la biondona continua. Qualche secondo dopo sento distintamente "massimomoratti", e dietro appare Figo. NO! Abbiamo preso Figo? Oddio. Tachicardia. Eccitazione. Giro per la stanza. Telefono. Sì, telefono. Calcolo del fuso orario. In Italia sono le undici di sera. Chiamo, sì, chiamo.

"Pronto, dormivi?"

"Sì"

"Oh, scusa"

"Successo qualcosa?"

"No no. Hai per caso visto il tg?"

"No"

"Ah."

"..."

"Stavo vedendo il tg finlandese e mi è sembrato che parlassero dell'Italia"

"..."

"Berlusconi..."

"Ah, sarà per la storia dell'immunità"

"Moratti..."

"Il ministro?"

"No, il cognato. Cazzomenefrega del ministro, dai. Massimo Moratti"

"..."

"No, niente, così. Buonanotte allora"

"Ciao, a domani"

"Ciao".

(tra l'altro, non saprò mai che cosa ha detto il tg di Moratti e di Figo. Mai)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:54 |
 

LA SFIGA DI ESSERE FINLANDESI

Ieri notte (ero a Jyvaskyla, 400 km. sopra Helsinki) non è praticamente mai venuto il buio. In albergo la tenda era corta e lasciava trasparire la luce dalla porta finestra. Sembrava di fare il pisolino al pomeriggio, quando cerchi di oscurare la stanza, e invece era notte. Di questi tempi in Finlandia sono tutti allegri: fa caldo (18 gradi, una delizia) e le giornate sono lunghissime, quasi ininterrotte. Tutto questo fa pensare alla sfiga di essere finlandesi: da ottobre ai primi di maggio infatti è inverno cupo, il 21 dicembre la luce dura due o tre ore, fa un freddo boia (l'8 gennaio a Helsinki città, che è a sud della Finlandia, ha fatto -30 di notte). Ho visto la Finlandia estiva, la Finlandia serena, la gente che faceva il bagno nei laghi (ce ne hanno 180mila di laghi, tutti belli freddi, e almeno altrettanti pirla che ci fanno il bagno dentro), e mi immagino che delirio dev'essere la Finlandia invernale. La gente beve (tantissimo, da spavento, soprattutto birra) e si suicida, come in tutti i Paesi del Nord, forse in Finlandia un pochino di più, perchè ha le ambizioni di un Paese occidentale e la sfiga di stare al Polo Nord. La Finlandia è un Paese giovane, nel senso che è autonomo e indipendente da poco dopo una storia da subalterni di Svezia e Russia (tra l'altro periodicamente in mano a zar che gliene facevano di tutti i colori). Però, nonostante i larghi spazi e una densità bassissima, quasi ridicola, la crescita è zero. Basta girare e capisci il perchè. In Finlandia producono legno, cellulosa e telefonini: nient'altro, credo. La vita è molto cara perchè importano quasi tutto. Gli stipendi sono più alti dei nostri, ma immagino che una famiglia media non sciali. Stamattina in un (bel) bar ho visto pagare 10 euro un the e una fetta di torta, tanto per dire. Ho visto la Finlandia dagli aerei: laghi, abeti e qualche casa. Poi l'ho girata in macchina: uguale. Non ci sono scritte sui muri, non c'è una cartaccia per terra, c'è una grande civiltà, un rispetto totale per la natura, una parità sessuale assoluta (presidente della Repubblica, premier e sindaco di Helsinki sono tre signore, in parlamento 70 deputati su 200 sono donne), un sistema di servizi che descrivono efficientissimo, e una malinconia generale che ti ammorba. Non so se si capisce, ma io in Finlandia non ci andrei a vivere, no no. Sono stato contento di esserci andato, ne è valsa la pena (tra l'altro il naso non si è staccato in volo come ero intimamente convinto), ma l'ho già catalogato nella casella "tornaci solo se ti pagano il viaggio". Come stavolta, del resto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:20 |


martedì, giugno 17, 2003
 

VIAGGETTI MICA DA RIDERE

Chiudo per brevissime ferie. Vado in Finlandia, ma giovedì sera sono a casa. Milano-Helsinki-Jyvaskyla e ritorno. Quattro aerei più un battello. Spero solo che non mi si stacchi il naso. Per il resto sono ben disposto. E poi fa freddo.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:29 |
 

LE COLPE DEI PADRI

Era mezzanotte, quindi tardissimo, era buio, avevo sei anni e mezzo e dormivo, come era giusto che fosse. A sei anni e mezzo decidono le palpebre, mica tu. E quindi dormivo nel mio letto, a tre metri dal televisore. Placido. Ignaro. Stavo sprofondando nella notte che mi avrebbe cambiato un po' la vita e non lo sapevo. A mezzanotte mi sveglia un urlo di mio padre, lacerante. Gaaaaaaaaaaaaaaa. Lo vedo con le braccia alzate, anche mia mamma è in piedi. C'è trambusto anche nel televisore in bianco e nero. Gente che si abbraccia. Cosa c'è? "Ha pareggiato Burgnich".

Era mezzanotte, più o meno. La mezzanotte del 17 giugno 1970, il giorno in cui il calcio è entrato di botto nella mia vita, proprio come un urlo nella notte a tre metri dal tuo orecchio in piena fase Rem. Non ho ricordi pallonari precedenti: era l'anno dello scudetto del Cagliari, a mia mamma piaceva Riva come campione e come uomo, e rivedendo le foto dell'epoca capisco il perchè. Ho ricordi vaghi di quel mondiale in Messico, perchè spesso si giocava la sera tardi e la sera tardi i bambini di sei anni e mezzo dormono, non ci sono cazzi.

Era mezzanotte e mi ero già perso un sacco di cose. Mi ero perso il gol di Bonimba, l'uomo che mi avrebbe definitivamente rapito. Mi ero perso il pareggio di Schnellinger, mio papà e mia mamma non avevano urlato, no, non credo proprio. Mi ero perso il gol di Gerd Muller, gran culo basso ma avercene di gente così, che la mette sempre. Poi un terzinone friulano a cui mi sarei molto affezionato segna uno dei suoi rari gol della carriera, scegliendo bene l'occasione. Chissà se ho visto il replay, quella notte. Chissà se ho visto quel gambone sinistro scagliare la bomba da centro area, nella sorpresa generale, soprattutto dei crucchi. Gaaaaaaaaaaaaaa. Due a due. "Cosa c'è?".

Era mezzanotte ma mi dicono che a quel punto mi sono alzato e ho visto il resto della partita. Alla fine del primo tiempo extra Gigi Riva fa un gol della madonna. Trambusto in casa. Mia sorella non ha ancora tre anni e dorme nonostante i troppi gol. Cosa si è mai persa. Poi ancora Culo Basso, un gollonzo, da non crederci, 3 a 3, noooooooooo. Poi lì mi ricordo, sì. Palla al centro. Facchetti. Boninsegna. Boninsegna-Boninsegna-Boninsegna (Martellini da brivido), cross al centro, un genio in mezzo all'area, Maier sceglie un angolo, Rivera l'altro. 4 a 3. Gaaaaaaaaaaaaaa, gaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Mi avranno stritolato, immagino. Poi la partita di finisce. Il calcio è menzognero. Uno vede la sua prima partita ed è Italia-Germania 4 a 3, in Messico, stadio Atzeca.

Non ho più perso una partita da allora. Mi ricordo la finale col Brasile, la domenica. Sull'1-1 sono sceso in cortile a fare due tiri. C'erano due alberi distanti cinque metri, una porta ideale per uno dei sei anni e mezzo. Boninsegna, Boninsegna, Boninsegna. Poi è finita com'è finita. Ma per me iniziava lì. A novembre avrei visto la mia prima partita a San Siro. L'Inter avrebbe vinto lo scudetto. Preistoria, lo so. Però c'ero, ero piccolo ma c'ero.

Penso spesso a quella notte. E' la mia favola personale, ma è vera e mi piace. Ci ho pensato anche a Roma, 5 maggio 2002, seduto su quel sedile, settore4c, fila 72, posto 35. Ero lì ad aspettare che segnasse un Burgnich, invano. Succederà prima o poi, lo sento, ho pazienza.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:34 |
 

MOMENTI ASSAI BRUTTI

Moratti non compra, Bossi istiga all'omicidio, gli elettrodotti incombono. E adesso arrestano anche Il Baffo per bancarotta fraudolenta. Ma io di chi mi posso ancora fidare?



Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:53 |


lunedì, giugno 16, 2003
 

AMAREZZA

Quindi, fatemi capire: se adesso uno vuol farmi passare un elettrodotto sul terrazzo, lo può fare senza nemmeno chiedermi il permesso? Cazzo, non potevate andare a votare? Begli amici, ah sì.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:15 |
 

RESISTENZA

  • lui diceva di non andare a votare, io sono andato a votare
  • lui è di destra, io sono di sinistra
  • lui ha paura dei comunisti, io no, ci sguazzo
  • lui è del Milan, io sono dell'Inter
  • lui è pelato, io ho i capelli
  • lui è straricco, io no
  • lui ha tre televisioni, io un Blaupunkt del '90
  • lui ha otto ville in Sardegna, io sto in affitto in Lombardia
  • lui è sotto processo, io no
  • lui è amico di Previti, a me Previti sta sul culo
  • lui ha il soppalco nelle scarpe, io sono alto di mio
  • lui fa le corna nelle foto, io ho smesso in prima media
  • lui ha l'elicottero, io ho una bici con le moltipliche
  • lui dice "giuoco", io dico "gioco"
  • lui è un pirla. Anch'io, ok, ma in modo assai diverso.

Ditemi voi cosa devo fare di più.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:43 |


domenica, giugno 15, 2003
 

SE RINASCO

GIUOCO NELL'INTER

AGENDA

Ecco il programma della squadra (allenamenti, partite e impegni con i club) per i prossimi giorni.
Il presente programma è soggetto a variazioni: leggete sempre le ultime notizie prima di pianificare ogni spostamento
 
MATTINA
POMERIGGIO
GARE E IMPEGNI
Mercoledì 11 Giugno 2003 LIBERI LIBERI
Giovedì 12 Giugno 2003 LIBERI LIBERI
Venerdì 13 Giugno 2003 LIBERI LIBERI
Sabato 14 Giugno 2003 LIBERI LIBERI
Domenica 15 Giugno 2003 LIBERI LIBERI
Lunedì 16 Giugno 2003 LIBERI LIBERI
Martedì 17 Giugno 2003 LIBERI LIBERI




Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:12 |
 

SIETE FANTASTICI

Quella specie di gagà a sinistra nella foto si chiama Al Saadi Gheddafi. Da giorni cerco di capire quanti anni abbia. Non so se per pietà o per semplice ignoranza, l'età viene puntualmente omessa. La foto mi suggerisce che ha almeno 30 anni e che ha dimenticato la cravatta ma non l'arazzo che ha infilato frettolosamente nel taschino di un vestito di buona fattura, soprattutto per un africano. Al Saadi Gheddafi è figlio di Gheddafi. Pare sia ingegnere, ma è soprattutto un grande appassionato di calcio. Essendo figlio di Gheddafi e grande appassionato di calcio, in Libia gli va alla grande: è trequartista dell'Al Ahdi e della nazionale, presidente del Cio, vicepresidente della Federcalcio e colonnello dell'esercito. Non ci sono dati sul numero di rigori assegnati all'Al Ahdi nel corso di un campionato medio. Al Saadi in realtà voleva comprarsela, una squadra. Ci ha provato con la Lazio, ma è rimasta una boutade. Poi con la Triestina: sembrava fatta, ma lui poi non si è fatto più vedere. Tramite papà e il governo libico, è di fatto azionista della Juventus. Siede in Consiglio di amministrazione. Questo fatto, moralmente deprecabile, è in realtà straordinariamente liberatorio per me: Moggi, Bettega e Giraudo, solitamente tre merde, davanti ad Al Sahdi diventano salameccosi, gli cedono il passo, gli tengono il posto, lo accompagnano al bar dello stadio. Al Saadi in Italia ci viene anche per la figa, diciamolo. Ho letto che in Costa Smeralda le sue guardie del corpo hanno malmenato un paio di paparazzi mentre lui sorseggiava spuma al Billionaire con un'attrice di fiction. Sua moglie è figlia del capo dei servizi segreti libici.

Il ciccione a destra nella foto è Luciano Gaucci, ultimo capitolo della saga di quei personaggi del calcio di provincia - i Massimino, Rozzi, Anconetani et cetera - che se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Gaucci ha tre squadre, intestate una a sè (il Perugia) e due ai figli (Catania e Sambenedettese). Gaucci è un simpatico, un arricchito, un irriverente, uno che ha fatto i soldi con i cavalli, uno che sta con una strafiga che ha l'età dei figli, uno che piange in tv raccontando il gol di Miccoli al Milan. Gaucci è uno che si intende di pallone: fa cose improbabili, compra gente sconosciuta, ma ha imbroccato molti colpacci che tre quarti dei presidenti dovrebbero solo imparare. Cosmi l'ha scovato lui, Nakata l'ha preso lui, ogni anno porta a Perugia giovanotti che entro un paio di stagioni rivende a dieci volte tanto. E ogni anno ricomincia: spoglia la squadra e la riveste di nuovo. Stavolta Lucianone la sta combinando grossa. Ingaggia il figlio di Gheddafi per farlo giocare. A luglio sarà in ritiro con gli altri, regolarmente. Vista così, è la più gigantesca bufala della storia del calcio. Lei si fida, gli hanno chiesto? Lui ha risposto: "Al Saadi oltre che giocatore e dirigente è anche colonnello, quindi è uno che sa cos'è il dovere". Perchè ha ingaggiato il figlio di Gheddafi: "Perchè con Nakata ho aperto la strada del Giappone. Ora voglio provare con l'Africa". Eia Eia Alalà, Lucianone ayatollah.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:56 |
 

VISIONI

A mezzogiorno, mentre acquistavo tre quotidiani in edicola all'equo prezzo di 2.70 euros, ho visto gente che affluiva copiosa al seggio lì vicino. Ripeto: copiosa. Ho pensato a varie eventualità:

  1. prima erano a messa, all'uscita sul sagrato si è sparsa la voce ("vale come indulgenza plenaria") e sono andati a votare.
  2. cercavano un bar per l'aperitivo e nel tragitto hanno visto il seggio scambiandolo per un happy hour.
  3. si è sparsa la voce che ai seggi n. 2 e 3 c'è un fresco della madonna.
  4. il Comitato per il Sì ha indetto un premio speciale: "Vota prima dell'una". Pare sorteggino una tessera sconto per la Coop.
  5. il presidente del seggio n. 2 è un bel ragazzo.
  6. al seggio n. 3 la scrutatrice è parecchio figa.
  7. Epifani ha chiamato a casa uno a uno questa mattina, sul presto.
  8. era il Cral della Cgil che aspettava di andare a Ondasplash.
  9. era tutti tipi strani. l'ultimo della fila sembrava un infermiere.
  10. era il Comitato per il Sì, sezione quartiere centro.
  11. erano tutti i possibili votanti del quartiere centro. I presidenti dei due seggi li hanno convocati espressamente, ora chiudono e vanno in piscina almeno fino alle 18.
  12. era brava gente.

non vedo altre possibili ragioni. Bah, ora guardo il tg.



Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:50 |
 

PERSONAGGIONI/2

Inter.it intervista in esclusiva il difensore nerazzurro Marco Materazzi :


Come mai questo soprannome Matrix?
"Dovresti chiederlo al Roberto Scarpini, la voce e il volto di Inter Channel, è lui che me lo ha affibbiato durante una telecronaca, è piaciuto un po' a tutti e da allora mi è rimasto".

Hai visto il film Matrix e in particolare l'ultimo episodio Matrix Reloaded in cui ha una parte anche l'attrice italiana Monica Bellucci?
"Sì, ho visto il primo episodio e mi è piaciuto moltissimo, domani andrò al cinema a vedere il secondo".

[FOTO Domenica, 15 Giugno 2003 09:09:27]








Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:33 |


sabato, giugno 14, 2003
 

STOP RECOBA

YES SHARAPOVA

Nell'aprile del 1987, quando Maria Sharapova nasceva a Mosca, io era già un uomo fatto e finito, senza ancora un lavoro ufficiale ma con un'idea fissa e soprattutto militassolto. Oggi Maria ha 16 anni, vive in Florida e viene eletta oggi mio mito personale in sostituzione di qualsiasi muscoloso giuocatore di calcio (questo almeno finchè l'Inter non annunci un acquisto che non sia il profugo greco Karagounis). Maria ha 16 anni, ma non state a chiamare Telefono Azzurro nè ad avvertire la Polizia postale: ne parlo come atleta. E' una delle tante russe, ceche e slovacche che stanno invadendo il tennis mondiale, in più è un pezzo di ragazza più che notevole e già la chiamano la nuova Kournikova (che non vincerà mai un torneo ma ha un bel culo). Dicono che è anche molto più brava, e che lei i tornei li vincerà. Su questo deciderà il tempo. Intanto lei è il mio nuovo mito personale da due giorni, da quando è stata ammonita al torneo di Birmingham per i troppi gemiti. "Non so se riuscirò a superare questo problema - ha commentato lei - è da quando gioco a tennis che faccio così". Ti adoro, Maria. Vedrò le tue partite a occhi chiusi, concentrandomi sugli urletti e sognando coiti su terra rossa. Un anno o due fa, al festival di Venezia, era in concorso un film di cui non ricordo titolo, regista e attori, ma la trama sì. Protagonista era un ragazzo schizzato che si masturbava vedendo le partite di tennis femminile. Poi un giorno ha ucciso i nonni e si è messo in bocca la dentiera di uno dei due. La critica diceva che era tutto molto grottesco.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:57 |
 

IL NUMERO SETTE