www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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sabato, maggio 31, 2003 ORA RICORDO, CAZZO! ecco cosa c'era. mi sono sempre detto: il 31 maggio è una data che non mi prende per niente. pensavo fosse legata alla nascita di un personaggio con cui cantavo le canzoni di Ligabue sottovoce passando le agenzie. no no, peggio. quanto il succitato personaggio compiva nove anni e festeggiava probabilmente spaccando vetri tirando di punta in un campetto di periferia, io aspettavo la prima finale di Coppa dei Campioni della mia vita di bambino cosciente. Non che avessi molte speranze: l'Ajax era l'Ajax, la prima squadra straniera di cui sapessi a memoria la formazione, e l'Inter era l'Inter, una squadra di giocatori strepitosi e molto anziani, il cui ricambio si era avviato comprando mezza Atalanta (già allora il nostro mercato era quello che era). In campionato arrivammo quarti facendo abbastanza schifo. Ma in Coppa, cazzo, in Coppa no. A settembre avevamo superato l'Aek, e vabbe'. Ma il 20 ottobre, ecco, il 20 ottobre 1971 ho cominciato a capire molte cose della vita. L'Inter perde 7-1 a Moenchengladbach: il Borussia aveva Netzer, Heynckes, Vogts, Bonhof e, per fortuna, un coglione in tribuna che tirò una lattina di Coca Cola in campo centrano in pieno il testone di Boninsegna, che in fondo voleva solo fare una rimessa laterale. Mazzola trovò la lattina, la consegnò all'arbitro e fu l'ultima cosa sensata dell'Inter (erano 1-1 in quel momento), che poi fu sepolta da reti e insulti e da un Borussia stellare, ma in cuor suo sapeva che la partita non contava più. il 3 novembre l'Inter si vendica a San Siro, 4-2, ed è la prima partita che ho sentito da cima a fondo alla radio, a letto, con mia mamma che non insisteva troppo che spegnessi perchè voleva sapere anche lei. L'Uefa intanto aveva annullato la partita di andata e fissò per il primo dicembre la data della nuova partita in Germania, stavolta a Berlino. Volevano mangiarci vivi, e invece fu uno 0-0 bellissimo (per noi). Giocammo all'italiana, in porta c'era l'esordiente Ivano Bordon che sembrava un bambino dell'asilo ma parò tutto, compreso un rigore. Il resto del cammino fu un calvario che al confronto il Milan di quest'anno ha passeggiato. Nei quarti trovammo lo Standard Liegi: 1-0 a San Siro, 1-2 là. In semifinale il Celtic, che ci stava sul culo: 0-0 a San Siro, 0-0 là, 5-4 ai rigori, roba da svenimento. Non erano i rigori di Juve-Milan, macchè: li segnarono tutti, il Celtic sbagliò l'ultimo. A quel punto rimaneva l'Ajax. La finale, accidenti, era a Rotterdam, 31 maggio 1972. Mi ricordo le immagini in bianco e nero. Mi ricordo che quelli lì correvano come lippe. Mi ricordo il barbone di Ulshoff, che mi stava simpatico. Mi ricordo i due gol di Crujff. Non c'era speranza. Dovevo segnarmelo, il 31 maggio, e me ne sono accorto solo oggi.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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11:19
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APPELLO PER UN BLOG MIGLIORE Cerco urgentemente genietto/a dell'informatica che mi sistemi lo sfondo del titolo del mio blog (scusate se uso termini rozzi, sono qui da due settimane) mettendoci quello che voglio io. Prego chi abbia voglia di farlo e abbia dieci minuti da perdere di contattarmi qui o sui messaggi personali. Grazie, farete felice una persona che di fronte alla grafica di certi blog si sente come Margheritoni davanti a Zidane. Naturalmente pago. Se donna, pago in natura (so essere dolce ma risoluto). Se uomo, pago in altra natura (vi spedisco una Dreher con il corriere o un abbonamento all'house organ dei Ds di Vigevano, conosco il direttore). Grazie, siete molto cari (tra l'altro oggi è sabato, diciamolo, potrei risolvervi il problema di cosa cazzo fare). p.s. la foto sarebbe quella qui sotto. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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10:02
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venerdì, maggio 30, 2003 LIPPI CALZELUNGHE lo stesso sottile piacere per la vittoria di Ancelotti l'ho provato per la sconfitta di Lippi. non voglio fare l'interista rancoroso, ma il Paul Newman della Versilia mi sta un po' sui maroni. oggi in conferenza stampa ha detto una cosa che ci conviene segnare (un po' come il contratto con gli italiani del Nano) per ricordarcela a tempo debito: "se non vinco la Champions League l'anno prossimo lascio il calcio e mi dedico al mio nipotino". come promessa è rischiosetta. poteva anche dire: "se a Conte non ricrescono i capelli" o "se Bettega non diventa simpatico". Comunque, cavoli suoi. A me sembra che tra gli allenatori tiri aria di pensione dorata, visto che anche i loro stipendi tra un po' saranno tagliuzzati. Negli ultimi due giorni anche Mazzone ("addio Brescia, vado in panchina nel mio giardino") e Sacchi ("addio Parma, lascio perchè la domenica voglio andare a messa a Fusignano") hanno imboccato idealmente il viale del tramonto. Non è un caso. Lippi tra un anno sarà sul lungomare con il girello. E anch'io ho voglia di andare in pensione per dedicarmi alle mie passioni: l'Inter, il tennis e il petting. il resto, come dice Califano, è noia.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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23:13
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ANCH'IO TRA I VIP quota mille contatti. sono sinceramente commosso. avrei preferito nell'ordine:
ma mille contatti sono comunque un bel traguardo. grazie a tutti. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:09
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TU CHIAMALE, SE VUOI, FIGURE DI MERDA ore 8.40 circa. afa post-pioggia. centro città, anzi centrissimo. calo di zuccheri incombente. ciondolo alla ricerca di un'edicola, calcolando mentalmente il percorso meno impegnativo. mi fermo davanti a una vetrina a riflettere. la vetrina riflette me, peraltro, e quello che c'è dietro. dietro, appunto, vedo arrivare una ragazza, che pare degna di uno sguardo non necessariamente distratto. è vestita di bianco. cammina piano perchè parla con un'amica non degna - mi spiace - della stessa qualità di sguardi. l'amica è vestita di nero, lei di bianco, ma non penso alle implicazioni calcistiche. la festa cromatica si completa con l'arrivo del bus. sfondo giallone, lei bianca, l'amica nera. suggestivo. osservo e capto il primo segnale che sono vivo: le guardo, incosciamente, il culo. lo sguardo sarà durato due secondi, forse tre, giuro, il tempo di calcolare diametro, circonferenza, volume, peso specifico, corona circolare, semisfera, raggioperrraggioper3e14frattodue. la ragazza sfila. io, rassicurato dai valori geometrici, riprendo agevolmente un contegno accettabile. mi viene in mente dov'è l'edicola più vicina, evidentemente le sinapsi si sono rimesse in moto anche senza caffè. riprendo a guardare ad altezza d'uomo. incoccio in una faccia. una faccia che guarda me. seduta sul bus (indubbiamente della linea 1) c'è una signora sulla sessantina con messa in piega recente, tinta biondo di vecchio. spunta solo la testa e il suo cipiglio severo. mi stava guardando, cazzo. stava guardando me che guardavo il culo alla ragazza che sfilava via con l'amica meno avvenente ma che si prestava con la sua stessa presenza a rappresentare le differenze possibili tra due culi. faccio finta di niente. parto, direzione edicola. cosa avrà pensato di me quella donna? che sono malato? il bus riparte. io mi infratto in una via laterale, prima dell'eventuale arrivo della buoncostume. poi vaglielo a spiegare che io i culi non li guardo mai, ma mai mai.
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11:00
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giovedì, maggio 29, 2003 ONORE A FERRUCCIO Come preannunciato tre giorni fa da Dagospia, pochi minuti fa Ferruccio De Bortoli è stato giubilato e la Rcs ha nomitato Stefano Folli nuovo direttore del Corriere della Sera. Durante il cda De Bortoli è entrato da una porta secondaria, ha parlato con il consiglio riunito in seduta plenaria e ha rifiutato l'offerta di restare. Un minuto dopo la notizia di agenzia è arrivato il commento di Violante, che parla di libertà in pericolo invitando le coscienze civili a ribellarsi. Lo dico subito: non mi piacciono entrambe le cose, per niente. Non mi piace che finisca l'avventura di un buon direttore, finito sulla graticola praticamente il giorno dopo l'insediamento di Berlusconi, una delle prime potenziali vittime sacrificali del nuovo regime. De Bortoli è un giornalista vero, uno che del giornale conosce tutto (ci sono direttori che non saprebbero fare un titolo), un interno che ha fatto carriera da cima a fondo (fatto abbastanza raro, soprattutto nel primo giornale italiano). La vicenda è spiacevole in quest'ottica: che si sapeva da un pezzo che De Bortoli prima o poi se ne sarebbe andato, perchè non è facile fare il direttore del Corriere se da cento parti arrivano i segnali che sei un direttore a tempo. De Bortoli era uno di quegli allenatori con la panchina che scotta e con i presidenti che dicono no, ma figurati se lo cambiamo, ha tutta la nostra fiducia. Però non mi piace neanche il commento orwelliano di Violante. Non mi piace il tono catastrofista e non mi piace che nessuno spieghi che un editore, se vuole, cambia direttore (che ha uno stipendio della madonna ma non ha tutela sindacale, questo va ricordato) senza per forza attentare alla libertà del Paese. Ha nominato Folli, mica Piero Vigorelli o Alda D'Eusanio. De Bortoli era direttore da 6 anni, che è un periodo discretamente lungo. Vorrei piuttosto vedere la sinistra che spiega le cose per bene alla gente, che le battaglie magari le fa prima e non dopo, che la smette una buona volta di gridare "al lupo al lupo" quando duecentomila indizi dovrebbero averle fatto capire che è controproducente. Se qualcuno conosce De Bortoli e legge questo blog, gli dica che lo ringrazio. Se qualcuno conosce Violante e legge questo blog, gli dica di non approfittarsi del fatto che continuo a votare il suo partito con la stessa incoscienza con cui tifo Inter.
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23:14
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RIVINCITE SPORTIVE E SOCIALI mentre affranto aspetto di leggere il prossimo articolo sulla campagna acquisti dell'Inter e sulle paturnie di Massimo Muratti (fuma molto), penso al faccione di Carletto Ancelotti e a quello striscione che i tifosi della curva bianconera, quando lui allenava la Juve, gli avevano appeso in bella vista: "Un maiale non può allenare". (peraltro, confesso, lo striscione mi faceva molto ridere). Ancelotti avrebbe tutto per starmi antipatico: ha giocato con Roma Milan e Parma, ha allenato Parma Juve e Milan, è stato addirittura vice e figlioccio di Arrigo Sacchi. In più, rovistando nei miei ricordi, lo vedo con la maglia nerazzurra uscire dallo spogliatoio di San Siro, un amichevole di giugno, una serata zanzarosa e calcisticamente inutile, lui in prova nell'Inter, affare quasi fatto, l'ennesimo affare quasi fatto (poi il Parma lo diede alla Roma, obviously). Insomma, potrei odiarlo o disprezzarlo o non calcolarlo senza alcun rimorso. E invece no, mi sta simpatico, ha un faccione da brav'uomo, non se la tira, apprezzo come si è vendicato dei soprusi della Triade bianconera, e chissà come lo apprezza lui in questo momento. Mi sono piaciute le sua guancione rosse e i suoi occhi lucidi mentre vagolava sul prato e i giornalisti cercavano di estorcergli qualcosa. Quella Coppa la volevo io, ma se in quel letamaio dell'Old Trafford c'erano due mani a cui potevo concedere che finisse, beh, diciamo che è andata discretamente bene.
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mercoledì, maggio 28, 2003 I RIGORI (la tensione, gli sguardi degli attaccanti, gli sguardi dei portieri, le pacche sul culo, gli undici metri, i pugni stretti, le urla, i silenzi, la gente che si gira, la gente che racconta a quelli che si sono girati, i flash sugli spalti, il sudore, le risa, le lacrime, la pancia, le teste tra le mani, le palpate di coglioni, il gooooool, il cuore che batte, i fotografi dietro la porta, la lotteria, le facce delle ragazze, la metà campo da fare prima di tirare, lo scambio dei portieri, il verde, le bandiere in stand-by, la maschera di chi ha appena sbagliato, il fischio dell'arbitro, i replay, i giocatori nel cerchio di centrocampo, l'ultimo tiro, il fiato sospeso. non c'è un cazzo da fare: in campo ci sono 22 merde, in tribuna d'onore c'è la feccia d'italia e di europa, ma a me i rigori di una finale di Coppa mi fanno venire i brividi alti così). Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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23:52
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23:15
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telecronaca del secondo tempo non cambio nulla. mi accorgo di avere messo la busta dei popcorn in un ripiano molto alto e mi passa la voglia. 7' - colpo di scena, finisce anche la seconda lattina di birra. dramma idrico. 24' - nel girarmi sul divano mi procuro un crampo al polpaccio destro: potessi, chiederei il cambio. 33' - squilla il telefono. mi alzo e non squilla più. ostruzionismo. 46' - sbadiglio. nulla di fatto. vado ai supplementari senza popcorn e senza birra. la serata trasuda inutilità, a questo punto.
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22:42
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telecronaca del primo tempo con una mossa a sorpresa, decido di sfruttare i vantaggi della pretattica e invece dei popcorn inforno una pizza. 1' - tiro fuori dal forno la pizza e metto la mozzarella 3' - prima sorsata di birra 8' - la reazione chimica della mozzarella ritarda la cottura della pizza, che metto e tolgo dal forno continuamente per saggiarne la cottura. 17' - la pizza a sinistra è pronta, a destra meno. 18' - affetto la parte sinistra e rimetto in forno la parte destra. 19' - primo boccone di pizza 20' - a sorpresa finisce la birra 28' - è pronta anche la parte destra 31' - sbadiglio 36 - ripenso ai pop corn 39' - squilla il telefono 45' - c'è qualcosa che non va, non c'è equilibrio. penso che nell'intervallo infornerò anche i pop corn. devo cambiare qualcosa.
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21:43
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decalogo dell'immediata vigilia
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20:13
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martedì, maggio 27, 2003 ESSERCI, NON ESSERCI il problema non è se accendere o no la tv, se guardare Mi manda Raitre o il Colonnello Buttiglione, se fare il tifo contro le Merde-1 o le Merde-2. il problema è che volevo essere là. volevo urlare. magari urlare "nooooo, cazzo!", ma urlare, sgolarmi, sudare, puzzare di stadio. volevo andarci in aereo, pullman, treno (macchina no, odio guidare a destra). volevo pagare una somma da cravattari per potere dire: mi hanno spellato, ma c'ero. e invece no. domani alle 20,45 sarò sul divano non frontale, ma perpendicolare alla tv, lungo il muro, un po' defilato ma in posizione ottima per vedere la partita da coricato, i piedi verso lo stadio e la testa verso l'infinito. ho comperato i popocorn che si fanno al microonde, un'invenzione strepitosa. si sentiranno gli scoppiettii sordi dentro il sacchetto mentre le due squadre scenderanno in campo. prenderò la birra alle 20.44 e prenderò il sacchetto rovente dei popcorn, che mangerò da coricato come un antico romano. non dirò un cazzo, credo, fino al primo gesto tecnico pregevole che romperà il mio personalissimo strato di ghiaccio, praticamente una banchisa. spegnerò il televisore alla fine del match, prima che inizi il giro di campo. quello, comunque, sarà troppo per un cuore tenero come me. Vinca la merda migliore.
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20:20
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CONFERMATO: NON ME LA DA' dai, scherzo. E' l'angolo del buonumore.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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20:04
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CONFERMATO: CI VOLEVA TANTO?
in un'intervista appena rilasciata a RaisportSat, Quinto Fabio Massimo Moratti ha di fatto confermato Gary Cuper alla guida dell'Inter per il prossima campionato: "E' la scelta più saggia, ora però bisogna vincere". Che sia la scelta più saggia lo pensano almeno due interisti su tre. Che adesso bisogna vincere lo pensano tre interisti su tre. C'era bisogno di tutta questa manfrinona? Se rinasco, tifo (solo) Vogherese.
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20:01
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ESTREMI RIMEDI sto tentando in tutti i modi di non pensare alla ciempions lig.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:21
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dolce stil juve
Apprendo che la Juventus ha chiesto al ministro delle telecomunicazioni Gasparri una percentuale sulle vendite del francobollo celebrativo dello scudetto. Lasciatemi sognare ad occhi chiusi. Vedo il ministro Gasparri che detta alla segretaria "andate a cagare". Mi vedo in una cabina elettorale che per gratitudine voto An al consiglio di quartiere. Un sogno, appunto. Resti tra noi.
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14:48
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lunedì, maggio 26, 2003 se rinasco, faccio il fiorista e mi dedico ai bulbi. basta carta, parole, Moratti. bulbi. only bulbs. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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23:34
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Massimo, di' qualcosa. Di' qualcosa di sensato. Mi immedesimo in un giornalista della Gazzetta e mi concentro sull'unico vero evento sportivo di oggi, l'incontro tra Moratti, Cuper e Alfano (il nome è da cantante da balera, ma è il preparatore atletico dell'Inter) nella sede della Saras, la società petrolifera cui zio Massimo dedica il poco tempo libero. Non nascondo che un brivido mi era venuto. Essendo Gomez (non è Leroy, adesso il nome mi sfugge), il secondo di Cuper, già tornato definitivamente in Argentina, il mitico Alfano rimane il più importante collaboratore di Gary. Su Alfano il pubblico interista si divide misteriosamente: chi lo ritiene un professionista serio a metà tra un decathleta di talento e il sergente di "Full metal jacket", chi invece il principale responsabile delle decine di strappi e stiramenti che hanno costellato le sue due stagioni all Inter. Allora un cervellino piccolo e ansioso come il mio cosa può pensare se un lunedì, nel tardo pomeriggio, Cuper e Alfano vanno da Moratti alla Saras? Che li conferma o che, più spettacolarmente, li caccia via. Allora sto lì come un pirla a scorrere le notizie finchè arriva quella che aspetto: Cuper e Alfano escono dalla Saras. Allora aspetto Moratti. Esce anche Moratti. Gli chiedono (glielo avrei chiesto anch'io): allora, presidente, Cuper va via o resta. E lui: sì, credo che resti. Credo che resti. Credo che resti. Leggo e ripeto. Cosa vorrà dire "credo che resti"? Per me non vuol dire un cazzo. Per me. Ma domani la Gazza cosa dirà: Fiducia a termine? Fiducia a denti stretti? Moratti prende tempo? Via Alfano (secondo un sillogismo socratico adulterato)? Bah. Questa sera lo posso dire, è ufficiale: mi sono rotto i coglioni. Dimmi solo chi prendi, Massimo, il resto è tragica fuffa. (Poi non lamentarti degli striscioni).
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23:27
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Il Giro (di palle) se io organizzassi un grande evento, e se avessi un giornale a disposizione, userei il giornale per pompare l'evento, mi sembra il minimo. se poi questo evento fosse anche molto importante, non mi farei nessuno scrupolo a pomparlo oltremisura: non sarebbe una marchetta, sarebbe cronaca. Orbene. La Gazzetta dello Sport (che è già un giornale, e pure potente) organizza il Giro d'Italia (che per i ciclofili, ma non solo, è l'evento dell'anno in Italia e uno dei maggiori al mondo), ma non lo pompa. Stamattina il titolo d'apertura era "Moratti gela Cuper", mentre nessuno avrebbe detto niente se fosse stato "Simoni prenota il Giro" (ieri ha dato mezzo minuto a cronometro al suo rivale) o addirittura un qualsiasi titolo-sega sulla imminente finale di Champions League. No, niente Giro, niente Coppa. Moratti, e Cuper, e Inter, e che palle. E persevera, oltretutto, la Gazza. Qualche giorno fa, un giorno in cui non c'era uno straccio di notezia, invece di titolare sull'attesa della tappa del giorno (si saliva sullo Zoncolan, arrampicata durissima e inedita, e per il Giro trovare arrampicate durissime e inedite è una rarità, un evento), sparava a tutta pagina "Mancini a Milano", con fotone di Mancini (non a Milano, ma va', una foto di repertorio) e catenaccio in cui si spiegava che il Mancio era venuto di nascosto a Milano a fare non si sa cosa, ma probabilmente a vedere Moratti bla bla bla bla. Mancini smentirà l'indomani: "Sono venuto a comprare una barca, cazzo volete?" (il cazzo volete l'ho aggiunto io, ma è intonato alla situazione). Io sono interista e sapete quanto bene voglia a questa gloriosa e squinternata società, ma da interista super-interessato alle cose interiste dico serenamente: è il caso di rompere i coglioni così, sul nulla? Io fossi un ciclista oggi avrei telefonato a Calabrese (il diretùr) e gli avrei detto: senti, ma lo sai che noi qui ci stiamo facendo un culo così? lo sai? LO SAI?
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15:01
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Categorie che cuccano
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domenica, maggio 25, 2003 TU LI' (e io qui) Caro Tulipanone mio, due giorni di silenzio non hanno fiaccato la mia passione. Adoro farti questi discorsi imbarazzanti qui, coram populo. Cresce il mio desiderio di conoscerti in senso biblico. Abbi pazienza. Sempre tuo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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21:56
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Un tranquillo week-end di paura ieri il matrimonio. Oggi no. Oggi peggio.
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21:52
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sabato, maggio 24, 2003 Chiuso per matrimonio
oggi vado a un matrimonio, non potrò esternare. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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10:14
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OBIETTIVI MINIMI ecco come il sito dell'Inter indora la (mia) pillola. Dopo 14 anni un calciatore dell’ Inter torna a vincere il titolo di capocannoniere
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01:13
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venerdì, maggio 23, 2003
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23:03
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COMPRERESTE UN'AUTO USATA DA QUEST'UOMO?
Marylin Manson ha culo. Intorno al suo concerto-sì concerto-no a Milano si apre uno strepitoso dibattito sull'oscurantismo culturale, sui personaggi pericolosi per i giovani, gli spazi per la musica, la libertà di pensiero. Strepitoso in senso lato, non per i personaggini che lo animano. Ma interessante, insomma. Il problema è lui, Marilyn Manson. Si apre questo dibattitone e la pietra dello scandalo è lui, pensa un po' che culo. Lui, una macchietta, un artista che non passerà alla storia, uno che lo vorrei vedere struccato la mattina, un abbindolatore di giovani rockettari che non sanno cos'è il rock, uno che deve il suo successo alle lenti a contatto e al fondotinta più che a questi testi che "devono" stupire e "devono" essere pericolosi. Non andrei mai a un concerto di Marilyn Manson, non comprerei mai un suo disco nè tantomeno un suo biglietto, ma - come diceva Voltaire - mi batto comunque perchè possa cantare, suonare, abbindolare. Di lui, sia chiaro, di lui artista e di lui pericoloso, non mi frega un tubo. Mi preparo invece a difendere - lo farò molto più volentieri - Daniele Silvestri, che pagherà le tre frasi dette dal palco del concerto del Primo Maggio con il perenne allontanamento dalla tv che conta. Quello sì che è oscurantismo, e senza make-up.
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14:41
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VITA STANDARD IN UN SONDAGGISTA PROVVISORIO DELLA DOXA RISULTATI PARZIALI. Il 60 per cento dice euro anche al plurale, il 20 per cento dice euri e il 20 per cento non sa cosa dire di preciso. Ma aspetto altri pareri, non si può decidere il destino lessicale dell'Europa con i post di 5 persone 5. Lo trovo ingiusto nei confronti di chi ha dato la vita per vedere realizzato il sogno federalista europeo. p.s.: qualcuno è stato così imbecille da dare la vita per vedere realizzato il sogno federalista europeo? Naaaaa.
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00:35
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00:27
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giovedì, maggio 22, 2003 SONDAGGIONE su un argomento che mi assilla. voi al plurale dite euro o euri? fatemelo sapere, per favore, e fate passare la voce. voglio fare impallidire Gianni Pilo. Le vostre risposte qui, grazie. E' il vostro contributo per un'Europa più moderna. Diamo un senso al blog (in generale, mica a questo. questo un senso ce l'ha). I risultati al più presto.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:41
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mercoledì, maggio 21, 2003 DEBBO FARVI UNA CONFIDENZA (SOPRATTUTTO A TULIPANI) sono un feticista del calcagno.
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22:29
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TARAS BULBO Tesoro, dove sei?
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IL COZZO DEL CINGHIALE complice il comportamento da amici-della-terza-media di Paola e del Libraio, mi sto seriamente innamorando di Tulipani. questo non comporta granchè all'universo mondo, ma a me sì. gli effetti collaterali sono: 1) non avendo foto della stessa, sono andato dal fiorista (che peraltro, a beneficio del Libraio, è il papà di Max Pezzali) a consultare un catalogo di bulbi; 2) ho giocato bene a tennis, ma sospirando tra un game e l'altro; 3) ho prenotato per la cena sociale dell'Inter Club Moratti 2000, ma ho chiesto un tavolo per due a lume di candela e sottopiatti nerazzurri; 4) ho cercato su Google "metafore d'effetto" e ho fatto copia e incolla; 5) ho ripassato il Kamasutra, dal Cozzo del cinghiale in poi.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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L'ANGOLO DELLA METAFORA QUEL FIORE CHE NON HO (ANCORA) COLTO chissà se ai fiori fischiano le orecchie. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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NOTIZIE DI INTERESSE GENERALE/cronaca
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, maggio 20, 2003 NOTIZIE DI INTERESSE GENERALE/sport
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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Io lipano, tu lipani scusate, ma ho un po' di mal di testa. cerco un Alka Seltzer nell'armadietto che puzza di farmacia. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, maggio 19, 2003 I GRANDI INTERROGATIVI CHE NON MI LASCIAVANO DORMIRE / 1
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L'Infame, Cipo e la Dama stante la situazione (Paola mi sgancia, Tulipani non si sbilancia), parlo d'altro. Benchè non creda più nel ciclismo e Cipo mi stia un po' sul culo, parlo di Cipo. Oggi ha superato il record di Binda ma non mi interessa granchè(vabbe', ha vinto un numero mostruoso di tappe, ma paragonare Binda a Cipo è come paragonare Pelè a Di Gennaro). Quello che mi interessa è che l'hanno fatto fuori dal Tour, stamattina, da veri stronzi. Monsieur Leblanc (le directeur) ha detto che gli dispiace, ma ha scelto una squadra (squadretta, squadraccia, squadruncola) francese "per favorire il ciclismo francese". Ora, caro Leblanc, se mi senti da là, ti devo dire alcune cose. Tu sei il direttore del Tour de France, non dell'Apt della provincia di Pavia. Tu devi invitare alla tua corsa il campione del mondo - anche se ti sta sui maroni -, non sostenere il ciclismo francese. Il ciclismo francese è il Tour, non quella squadretta che hai invitato a fare la ventunesima squadra della tua corsa. Quindi, se chiami al Tour nove giovanotti francesi e lasci fuori il campione del mondo, sei un pirla. Eppoi dai, Leblanc, lo avevi già fatto l'anno scorso! D'accordo, Cipo non ha una grande squadra (l'anno scorso forse era anche peggio), ma lì da te ha vinto tappe, indossato la maglia gialla. E' uno da invitare a priori. E' un personaggio. Che ne sai, magari è anche la sua ultima stagione, non lo vedrai più. E' il campione del mondo. Tu non devi sostenere il ciclismo francese, Leblanc, tu devi sostenere il ciclismo tout court. Sei talmente pirla che mi hai fatto scrivere di ciclismo, che per me è uno sport che non esiste più. (E i francesi che si incazzano, che le palle ancora gli girano). p.s. dieci anni fa moriva la Dama Bianca. La sua storia potremmo raccontarla anche tra cent'anni, senza annoiare.
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paola e tulipani sono qui da tre giorni e ho già i primi problemi. dev'essere la pubertà in ritardo. ma quella sera là (giovedì) perchè ho risposto al telefono? mi è toccato pure aumentare il carattere, peraltro. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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LA LETTERA DI ROBERTO BENIGNI CENSURATA ALLA “NOTTE DEI TELEGATTI” preso paro paro da Dagospia. Era il messaggio mandato da Benigni e che Baudo avrebbe dovuto leggere durante la serata. La censura si abbatte anche sui Telegatti, e vabbe'. Nei dieci giorni precedenti era accaduto nell'ordine: 1) proposta di tre anni di carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa; 2) ispezione al Tg3 per verificare eventuali responsabilità nel servizio sulle contestazioni a Berlusconi; 3) intervista (?) di Socci (!) a Berlusconi al di là delle minime regole di par condicio. Le prossime tappe: bavaglio allo Zecchino d'Oro e controllo preventivo dei testi di Sereno variabile. Ad maiora.
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domenica, maggio 18, 2003 Oggi dove dormo? Ah sì, Zeltweg uno dei capisaldi della mia vita sono i gran premi di Formula 1, quelli europei. partenza alle due, in piena digestione. appena il tempo di vedere che non si arroti nessuno alla prima curva e poi la palpebra comincia ad aumentare di peso. è una straordinaria nenia: il birignao del commentatore, il rumore dell'acceleratore (gnaaaaaaaaaaa), del cambio (gna-ah-gnaaaaaaaaaaaa), della scalata (gna-gna-gna-gna), della decelerazione violenta prima della chicane (gna-ah-ah-bloubloubloublou). Ogni tanto apro gli occhi e vedo posizione rivoluzionate (evidentemente sono iniziati i pit-stop). Torno nel dormiveglia, sento solo gnaaaaaaaaaaaaaaaa sempre più lontani. di solito riacquisto le mie piene facoltà a quattro-cinque giri dalla fine, quando tutto è stato deciso durante la mia incoscienza (la cosa non mi dispiace). ma mi è capitato di svegliarmi direttamente agli inni nazionali sul podio, o durante l'intervista post-gara. che è veramente bellissimo: aspetti che allarghino l'immagine per vedere chi sono i primi tre. un'emozione. mi ricorda quando aspettavo "Tutto il calcio" per sapere i risultati dei primi tempi, dopo 45 minuti passati a mordersi le unghie. oggi non mordi più una sega. tempo due anni e metteranno una web-cam anche nella tazza, per vedere come evacuano i nostri beniamini in ritiro. e ora lasciatemi dormire fino alle tre e mezza (perchè fanno solo un gran premio ogni 15 giorni?).
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Erezioni amministrative ROMA - Sotto campagna elettorale i colpi ad effetto, si sa, si sprecano. Ma a Pescara, dove si vota per il sindaco, si è esagerato. Forza Italia si è inventata infatti dei condom personalizzati. Avvolti in un'elegante scatola blu Arcore, i profilattici vengono utilizzati come mezzo di propaganda grazie al coordinamento regionale degli Azzurri che ne è il committente responsabile. La confezione non ha nulla da invidiare alle marche più famose del settore. Su uno dei lati e su un fianco campeggia la scritta "vota Forza Italia" (con tanto di simbolo barrato); sull'altro lato sono incisi tre slogan: "Azzurro donna" e, più sotto, un sottile calembour: "NO ai DS" seguito da un invito alla prudenza: "Difenditi". (da Il Nuovo.it)
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sabato, maggio 17, 2003 20 maggio 1973 Segnalo a tutti i malati come me il numero odierno di SportWeek, magazine della Gazzetta dello Sport, che dedica un numero imprecisato di pagine al trentennale (cazzo, 30 anni!) del 20 maggio 1973, la domenica in cui Pasolini e Saarinen morirono a Monza e poco più tardi il Milan prese 5 pere a Verona regalando lo scudetto alle solite merde bianconere. E' imperdibile, soprattutto per le foto, alcune delle quali non avevo mai visto prima (il pullman del Milan che lascia il Bentegodi con Turone e Sabadini allucinati in primo piano, la sequenza della carneficina di Monza a mezzo chilometro dal via). Ho un ricordo nettissimo di quella domenica, superiore a quelle di tante domeniche interiste. Avevo nove anni e mezzo e abitavo a Voghera. Alla fine della partita, da solo (mi lasciavano andare da solo? erano pazzi?), andai a casa dei miei nonni, che stavano a circa un chilometro da me. Il percorso prevedeva il passaggio lungo tutta la via Emilia, la via dello "struscio" vogherese. C'era gente con le bandiere, juventine e milaniste. Non ero in grado di valutare bene gli umori degli uni e degli altri, tiravo dritto. A metà strada mi ferma un ragazzo biondo, alto (o meglio, io ero piccolo), grosso (oddio, forse era normale, ma a me sembrava grosso). "Ehi, mi fa mettendosi davanti, tu per che squadra tieni?" Il mio cervellino di bambino vagamente impaurito elaborò questa brillante tattica: non gli dico Inter perchè mi ride dietro, gli dico Juve perchè è senz'altro della Juve e così sarà tutto contento e non mi rompe i coglioni. "Juve", gli dico. "Juve?", mi dice lui con aria minacciosa. "No, scusa, Inter", gli dico io intuendo di aver pestato una merda. "Ah, ecco, bene, Inter. Perchè io sono del Milan e sono distrutto". "Sì sì, Inter. E lo so, mi dispiace". "Figurati a me, ciao" e mi lascia andare. Il mio interismo ne uscì rafforzato e non mentii mai più sulla mia fede calcistica, anche se quelli erano anni bui per noi. Per la cronaca, mentre Pasolini e Saarinen morivano, il Milan si inculava lo scudetto e Cuccureddu glielo scippava bellamente, l'Inter batteva la Fiorentina in casa 1 a 0. Arbitrava Gialluisi, il gol (naturalmente) fu del Bonimba, che peraltro quell'annata ne infilò solo 12. Con quella vittoria agganciammo proprio la Fiorentina al quarto posto. Terza la Lazio, che l'anno dopo trionfò. E' tutto, a voi la linea.
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La vita è dura (la loro)
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venerdì, maggio 16, 2003 IL MIO FUTURO, ANZI IL NOSTRO Oggi Moratti e Cuper hanno parlato del futuro. Il loro, ovviamente. La cosa incredibile è che il loro futuro - quello di un presidente multimiliardario che per hobby aumenta periodicamente il capitale sociale dell'Inter, e quello di un allenatore argentino con i controcoglioni ma con la predisposizione ad arrivare secondo - è anche il mio. Cosa mi sorbirò nel 2003-2004 (per noi calciofili, sia pure intellettuali, l'anno solare non esiste)? Sono già preoccupato, e insieme eccitato. Adesso faccio il deluso e spando la mia aria di sufficienza, ma so già che alla prima amichevole d'agosto ci ricadrò. L'Inter è come una droga tagliata male. Voglio del metadone, subito.
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MARAT-ONAN SAN FRANCISCO - Più di cento persone si sono riunite a San Francisco nel fine che relazione c'è tra la masturbazione e una partita di calcio vista da solo davanti alla tv? io, quando adriano nel 2001 ha segnato il gol su punizione al bernabeu (era un'amichevole d'agosto, questo rende merito al paragone partita-masturbazione) ho provato una sensazione di orgasmo virtuale. è durata lo spazio di almeno tre replay. poi sono andato a dormire, leggermente sudato.
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IL TEST DI CUPER in realtà li amo. l'allenatore è un argentino figlio di un camionista morto giovane in un incidente in patagonia, vuol bene alla nonna come se fosse suo padre e sua madre messi insieme, batte forte sul petto dei giocatori quando entrano in campo, così forte che qualcuno poi si lamenta perchè fa male lo sterno. il centravanti grugnisce in italiano, pensa in inglese, tromba in esperanto (nel senso che il suo linguaggio è universale), si fidanza e si sfidanza con ex-veline di eccelsa qualità e gonfia le reti altrui con grande applicazione. il presidente ha il numero di telefono sulla guida, se chiama un tifoso lui si mette lì a parlare, il giorno della partita siccome ha fretta scende in rosticceria e compra un cartoccio di patatine fritte mentre la moglie (lei ambientalista-chic, lui con l'hobby del petrolio) cucina l'arrosto, piatto notoriamente lungo da preparare specie prima di una partita che inizia alle tre. lo sponsor passa indifferentemente dalle gomme ai cavi ai telefoni, occupando il tempo libero con la squadra del cuore e un ex-modella tunisina con la vocazione agli yacht club e alla rivincita sociale. ma li amo, nonostante tutto. forse per questo lascio pezzi di cuore sui sedili degli stadi. non sapevo da dove partire e partirò da qui, dal 5 maggio 2002. 9 euro solo la prevendita. già questo doveva farmi capire un po' di cose.
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